Montopoli, paese diviso sul destino della fontana di piazza Einaudi foto

All'assemblea pubblica passa la linea di uno smantellamento parziale, ma in tanti chiedono di rimuoverla

“Quella fontana va tolta. Non è più a norma e bisogna capire cosa metterci al suo posto”. È questo il motivo per cui l’amministrazione comunale di Montopoli in Valdarno ha voluto incontrare i cittadini convocando una consulta della frazione di Montopoli capoluogo. La fontana in questione è quella di piazza Einaudi (qui) e, dopo oltre un’ora di dibattito la soluzione, seppur provvisoria, non è certo stata trovata all’unanimità. I presenti, una trentina circa, erano chiamati a scegliere tra due possibili ipotesi e, se ha prevalso la linea dello smantellamento parziale della fontana, non si può dire che tra la platea non ci fosse stato chi avrebbe preferito la “soluzione zero”, cioè rimuovere completamente l’anello della fontana e riportare il cerchio all’altezza della pavimentazione della piazza.

I lavori in questione sono quelli già annunciati in passato e riguardano la messa in sicurezza della piazza di ingresso di Montopoli. Dopo che a luglio 2019 era stata transennata la piazza per piccoli interventi volti a rimuovere le pericolosità nell’immediato, ora è iniziata la seconda fase, che mira a trovare una soluzione provvisoria e quanto più flessibile alla piazza. “Dopo – ha detto il sindaco Giovanni Capecchi – faremo un concorso di idee da presentare con apposito bando. Noi valuteremo la fattibilità e l’impatto da un punto di vista paesaggistico ed economico. Sicuramente, però, sostituire la fontana con un’altra fontana ha costi notevoli di realizzazione e soprattutto di manutenzione. Essendo la porta d’ingresso del capoluogo, comunque è opportuno pensare a qualcosa di carino”.

La logica con cui intende procedere l’amministrazione è di tipo graduale. La volontà è quella di realizzare una piazza che, oltre a essere bella, racchiuda un po’ l’identità del paese. Così, in attesa del bando per le idee di progetto definitive, i montopolesi sono stati chiamati a scegliere tra due ipotesi di soluzioni provvisorie. Interventi che non stravolgano completamente la piazza e che non compromettano la futura realizzazione del progetto finale. Dunque, cercando anche di effettuare lavori che in ogni caso prima o poi andrebbero fatti senza spendere risorse in progetti che poi andrebbero rivisti e superati in futuro. “Sicuramente non sono capolavori dell’arte – ha commentato Capecchi -, ma almeno rendono la piazza fruibile a tutti”.

Le ipotesi, esposte dall’assessore ai lavori pubblici Alessandro Varallo, sono quelle che hanno trovato il parere favorevole anche della Sovrintendenza, essendo Montopoli soggetta a vincolo paesaggistico. “La prima – ha detto Varallo – è togliere la fontana e, o rifare la stessa pavimentazione o fare un gioco di luci sulla pavimentazione per renderla caratteristica. Quindi in questo caso la pavimentazione sarebbe allo stesso livello della piazza. La seconda soluzione è lasciare l’anello della fontana e creare una sorta di ‘anfiteatrino’ facendo una demolizione solo parziale. Il progetto prevede tre tagli per l’accesso, c’è uno scalino rialzato, ma ci sarà lo scivolo quindi non sarà una barriera architettonica”.

Proprio la seconda ipotesi, che poi era la più conveniente secondo un’analisi costi benefici, ha avuto la meglio. Rimarrà, dunque, l’impianto della fontana. Ad ogni modo, ieri sera c’era anche chi non ha apprezzato il progetto. Tra le critiche e i malumori principali c’era il fatto che, seguendo quell’idea progettuale, venisse a crearsi una sorta di solarium molto esposto al sole, senza ombra e con sedute forse troppo basse. Qualcuno avrebbe preferito riportare l’area della fontana alla stessa altezza della piazza, magari caratterizzando la pavimentazione con uno stemma o altra decorazione. Questo, secondo i sostenitori dell’ipotesi ‘zero’ avrebbe favorito anche la nascita di un eventuale bar o attività commerciale che avrebbe potuto usufruire dello spazio con sedute e tavolini. Da tempo, infatti, si parla anche di uno chalet, un locale che potrebbe sorgere su quella piazza. Ma per questo ci sarà tempo.

Tra la cittadinanza c’era anche Silvia Squarcini, capogruppo della Lega in consiglio comunale che ha incalzato Varallo: “Non c’è una soluzione più economica – ha chiesto – magari lasciando l’impianto della fontana e facendone una fioriera? O la manutenzione sarebbe troppo onerosa?”.

“Dalle analisi economiche che abbaimo fatto – la risposta dell’assessore – questa era la più economica. Anche il l’aiuola, che era la terza soluzione, arrivava a dei costi più elevati. La manutenzione si può affrontare, ma allora andava fatta un’aiuola importante, quindi, c’è un costo anche in termini di piante. Ricordiamoci, poi, che questa è una soluzione temporanea. La logica è quella di fare cose che in ogni caso prima o poi dovremo fare e la fioriera non rientra proprio in questa logica”.

La soluzione scelta è la più economica perché, come ha spiegato Fausto Condello, architetto e responsabile dell’ufficio tecnico “nella parte in muratura della struttura della fontana – ha detto – ci sono tutti gli impianti. Lasciando il cerchio gli impianti rimangono nascosti e non si devono affrontare i costi per rimuoverli, che invece ci sarebbero nel caso di una demolizione totale”.

Il dibattito pubblico sulla fontana di piazza Einaudi è entrato nel vivo dall’estate dell’anno scorso, quando sia la piazza che la fontana furono transennate. “Avevo già dichiarato che sarebbero stati fatti i lavori in tre step – questa la ricostruzione degli eventi di Varallo -. Il primo a luglio 2019 con interventi minimali per togliere le piccole pericolosità sui camminamenti. Fu riaperta subito la piazza con l’impegno di arrivare ad autunno 2019 con un progetto di messa in sicurezza più ampi. Cosa che, stanziate le risorse con i ritardi dovuti al cambio del responsabile dell’ufficio tecnico e anche causa del covid, i lavori son partiti solo oggi. Tutti i camminamenti saranno in cemento architettonico. Il muro, non potendo installare ringhiere, visto che è storico, sarà protetto con la bordura con viburno, una pianta, per fare una sorta di barriera con la siepe. Le piante che abbiamo abbattuto perché pericolose verranno sostituite anche per creare ombra. Questi sono i primi interventi che riguardano circa 36mila euro e sono già stanziati.

Ad oggi l’impiantistica della fontana non è più a norma. Solo a livello idraulico per fare una fontana di quel tipo servono più di 30mila euro. Addirittura, non si trovano più nemmeno i pezzi di ricambio”.

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