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Cinghiali a San Romano, la Lega: “Non aspettiamo il fattaccio, la situazione è insostenibile”

Dopo l'interpellanza dei mesi scorsi il gruppo chiede di "prendere subito provvedimenti"

Via Barbata, via Crimea, via primo maggio. Queste sono solo alcune strade dove sono stati avvistati ungulati recentemente nel comune di Montopoli in Valdarno. Negli ultimi due mesi si sono avvicinati diverse volte alle case, in qualche occasione danneggiando anche orti e colture. L’ultima volta (qui) un paio di giorni fa, dove una famigliola di almeno cinque cinghiali giocava tra le case a pochi metri dalla Toscoromagnola a San Romano.

“Quando facemmo l’interpellanza a febbraio chiamando in causa il sindaco, fummo derisi – hanno commentato i consiglieri della Lega di Montopoli Silvia Squarcini, Cristiano Bertagni e Lara Reali -. Che non sia di responsabilità del sindaco la zona di ripopolamento e cattura è normale, ma a questo punto sarebbe opportuno che l’assessore di competenza facesse una segnalazione alla polizia provinciale. E se è già stata fatta sarebbe cosa gradita saperlo. Vista la vicinanza dei cinghiali negli ultimi mesi chiediamo che l’amministrazione, di concerto con gli enti competenti, prenda i provvedimenti. È da anni che si discute del problema, ma non erano mai arrivati così vicini alle case. Negli anni ci sono stati anche danni alle colture. Finora niente di grave, ma non aspettiamo il fattaccio. Possono anche andare sulle arterie principali e si rischia la tragedia”.

Queste stesse preoccupazioni erano state espresse da Confagricoltura Toscana durante la campagna elettorale per le regionali. L’associazione, con un appello rivolto a tutti i candidati governatore chiedeva di prendere in serio esame la “situazione che sta diventando insostenibile con decisionismo politico”.

“La situazione è insostenibile perché il contenimento non viene fatto da tempo – continuano i consiglieri di minoranza -. Mettiamo mano alla situazione, ci sarà un responsabile che deve occuparsene. Sembra che gli animali si nascondano nella macchia tra la superstrada e l’abitato, ma anche altri gruppi sono stati avvistati nella zona del campeggio di Montopoli e a Capanne. Qualcosa, comunque, in questi giorni si sta muovendo nel nostro comune: la polizia provinciale ha fatto qualche intervento e qualche sopralluogo”.

Sulla questione i consiglieri della Lega di Montopoli erano già intervenuti mesi fa, nel febbraio di quest’anno, presentando un’interpellanza in consiglio comunale in cui, tra le altre cose, chiedevano le dimissioni del presidente della zona di ripopolamento e cattura. Quest’ultima è un’area in cui si cerca di incrementare la fauna selvatica fino a raggiungere il corretto equilibrio con l’ambiente circostante e, quando serve, spostare alcuni esemplari in zone che sono invece carenti. I consiglieri di opposizione avevano denunciato quello che, a loro avviso, era un conflitto d’interesse, visto che “i responsabili e i volontari della Zona di ripopolamento e cattura – avevano detto – sono cacciatori appartenenti a una squadra che pratica la caccia al cinghiale, è evidente quindi che il loro interesse personale sia di far prolificare l’ungulato all’interno della zona, per poi cacciarlo durante le battute da loro organizzate nel territorio libero confinante”.

Accuse, queste, rigettate direttamente da Gian Luigi Ladurini, presidente dell’Atc, che ha rivendicato gli effetti positivi del lavoro svolto.

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