“Due Ausl per una classe e niente provvedimenti di fine quarantena”: in classe rientrano solo in due

I genitori della 5 di San Donato: “Impegno di scuola e Comune, ma mancato il coordinamento con le aziende sanitarie”

Mi hanno chiamato dicendo di andare a prelevare mia figlia a scuola. Ho chiesto perché e mi è stata ripetuta la stessa frase, nulla di più”. Con queste informazioni la donna, che è anche rappresentante dei genitori della quinta elementare di San Donato di Santa Maria a Monte, si è precipitata a scuola, senza avere la minima idea di cosa fosse successo. Non sapeva che c’era stata la comunicazione di un caso positivo nella classe di sua figlia e che quindi erano stati attivati i protocolli di sicurezza. Ma la cosa grave, spiega, è che non lo avrebbe saputo nemmeno nei giorni seguenti se non fosse stato per le relazioni che aveva intessuto con gli altri genitori: nessun provvedimento di quarantena era arrivato dall’Ausl. Anzi, dalle Ausl, perché Santa Maria a Monte è Toscana nord ovest, ma tutto intorno è Toscana centro. “Per una classe ci sono due Ausl competenti con due protocolli diversi: il delirio”.

Nei giorni immediatamente successivi alla comunicazione, in molti si sono ritrovati nella situazione di non sapere se mandare o meno i propri figli a scuola. “Abbiamo saputo che si trattava di Covid – ha spiegato la mamma – perché ci siamo parlati tra genitori e perché ce l’hanno comunicato i diretti interessati. Ma anche una volta saputo questo, non sapevamo nemmeno chi andasse in quarantena perché l’Asl può decidere di mettere in quarantena solo alcuni alunni e magari non tutta la classe”. E se la quarantena per la classe di San Donato non è iniziata bene, altrettanto possiamo dire della fine. “Ieri – ha detto la rappresentante – sono rientrati solo in due in classe perché i provvedimenti di fine quarantena non arrivano. Mancano i risultati del tampone”.

Quando, circa due settimane fa, nella quinta della primaria era stato riscontrato il caso positivo, la competenza nell’attuazione dei protocolli è passata alle autorità sanitarie. “Ci sono due Asl (Centro e Toscana Nord ovest) che hanno la competenza sulla stessa scuola – ha spiegato la rappresentante -. Questo perché la competenza va in base al comune di residenza degli alunni e ci sono alcuni bambini che non abitano a Santa Maria a Monte, ma abitano nel territorio di competenza dell’Asl Toscana Centro”. Da qui due protocolli diversi: “In un caso – ha continuato la mamma di una delle alunne – i bambini hanno dovuto fare il tampone solo in ingresso, cioè all’inizio della quarantena, in un altro, invece, devono farlo sia in ingresso che in uscita, quando finisce il periodo di quarantena e devono rientrare in classe. Ovviamente tutto ciò comporta dei tempi diversi”.

In questi casi, una volta che vengono attivate le autorità sanitarie “la preside non ha più potere in materia – ha spiegato la rappresentate che si è interfacciata più volte con la dirigente – non può fare nemmeno una comunicazione perché questo rientra nelle competenze dell’Asl”. Così, stando alla ricostruzione, i genitori sono rimasti in attesa di una comunicazione che però non è mai arrivata. Una soluzione parziale è stata trovata nel più breve tempo possibile grazie all’impegno della dirigente e della sindaca di Santa Maria a Monte Ilaria Parrella, che, per quanto riguarda le loro facoltà, “hanno cercato di ovviare alle mancanze dell’Asl”. “È stato il sindaco – ha detto la donna – a emettere i provvedimenti di quarantena. Questo, chiaramente, per i residenti a Santa Maria a Monte. Chi, invece, non abita nel comune non ha ricevuto niente né dall’Asl né dagli altri sindaci. Lo stesso problema si è ripresentato per i tamponi in uscita: il provvedimento lo dovrebbe fare l’Asl, ma non l’ha fatto e ovviamente il sindaco stavolta non può attestare che i bambini sono negativi”.

E così le complicazioni si ripercuotono e si amplificano: “Alcuni medici, uno in particolare – ha detto la rappresentante dei genitori – inizialmente si sono rifiutati di fare il certificato per il rientro a scuola perché non c’era la comunicazione ufficiale del provvedimento di quarantena dell’Asl. E la dirigente senza certificato non può farli entrare”.

Due settimane difficili per i bambini e i loro genitori. La critica è quella di “un’organizzazione inefficiente e scarsa collaborazione”. Se, infatti, gli organi locali (dirigente scolastica, sindaco, genitori) tra loro sono riusciti a collaborare “è mancato il coordinamento anche con l’Asl – secondo la mamma, che aggiunge -. Perché in questi casi la competenza non va a una sola azienda sanitaria in modo tale da seguire un solo protocollo uguale per tutti? Così a farne le spese siamo noi. Visto che la scuola è a Santa Maria a Monte, perché non seguire tutti le regole dell’Asl Toscana nord ovest? Così com’è ora addirittura ci sono delle maestre che fino a ieri non sono nemmeno riuscite a prenotare il tampone e non possono ancora rientrare”.

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