“Un tavolo permanente per Montopoli”, tra le proposte di Geri locali in comodato per un anno e cambio viabilità

Il piano per "il Borgo storico medievale che Rivive". Entro primavera

Un tavolo permanente per Montopoli Valdarno. Che punti a “ricerca e adeguamento di locali per poter impostare la base della riapertura delle attività, riassetto del paese e dell’inizio di un nuovo modo di comportarsi del montopolese, propaganda per presentare la nuova realtà del paese al mondo del turismo“.

E’ la sintesi della proposta che Gianfranco Geri fa a sindaco e amministrazione comunale dopo la prima lettere aperta inviata al sindaco (qui) e alla risposta di Giovanni Capecchi (qui). “Se partiamo subito – è convinto -, a primavera 2021, finito il covid, Montopoli vivrà una nuova vita”. Come abbiamo fatto nelle precedenti occasioni, riportiamo in maniera integrale il testo della missiva.

Faccio presente che questi miei scritti hanno origine da puro sentimento personale, sono apolitici e nascono con il solo scopo di veder rinascere questo mio/nostro borgo di Montopoli. Debbo far notare che innumerevoli cittadini hanno riconosciuto la validità del primo, elogiandomi senza fine. Io, come ho detto più volte, non cerco lode ma tento di incitare per avere risultati per Montopoli.

L’amministrazione comunale deve rivalutare l’importanza di avere cittadini che amano il loro paese e quindi stimolarli per essere stimolata a sua volta a far meglio, e la Consulta che li rappresenta non deve essere considerata come un’istituzione imposta dalla legge, ma un’alleata per il BuonGoverno.

Il cittadino non è importante solo per ascoltare i proclami del Palazzo o per le tasse che è chiamato a pagare o per le preferenze elettorali che può dare in occasione del rinnovo dei mandati. Il cittadino, che vive ogni giorno il territorio, vede cose che il Comune può non vedere, per questo sono stati creati punti di segnalazione di inconvenienti (Urp, Ute, Mail, Fax, ecc), ma non ci sono solo i problemi spiccioli di una lampada rotta, di una buca sulla strada o dell’abbandono di rifiuti.

Ci sono situazioni in cui, pur essendo ‘tutto a posto’, si manifesta un continuo, progressivo, inarrestabile depauperamento dell’ambiente, come accade in questo paese. Chi passa e va non se ne rende conto, chi arriva in ufficio e va via pensando alle sue beghe personali non se ne rende conto. Per il Comune, che ha tanti impegni da assolvere, l’importante è che tutto giri.

E allora chi è che è chiamato a denunciare quello che altri non rilevano?
Purtroppo il solito cittadino che disturba il Palazzo e viene scansato se incontrato per strada, ma è lui che magari vede un po’ più in là, che confronta varie realtà simili, che si ricorda la storia dell’ambiente in cui vive e che si rende conto che può non esserci un punto di ritorno, se non si interviene.

E allora, cosa c’è che non va a Montopoli in Valdarno?
Il vecchio Borgo storico, un tempo pieno di vitalità, di molteplici negozi d’ogni tipo, di edifici scolastici in piena attività fino agli studi superiori, di tante officine e laboratori per le varie necessità del paese e della campagna, di tanti giovani lavoratori e di stuoli di bambini, non c’è più.

Tutte le stanze del pianterreno erano dedicate a negozi e laboratori d’ogni tipo, sopra erano le abitazioni, non uno spazio libero, neanche a pagarlo caro, era tutto un brulicare di attività utili e redditizie. Oggi, spariti tutti i laboratori, negozi, scuole, giovani e bambini, ci sono solo vecchi ed auto in transito
Alcune stanze al pianterreno sono divenute garage, ma altre sono ancora lì, in attesa di utilizzo, di queste ne ho localizzate almeno 25 e ce ne sono di grande e piccola dimensione.

Ecco la mia proposta, come logica applicazione del mio precedente documento: con costi minimi, bisogna mettere a frutto le risorse naturali e storiche del nostro paese per farlo ripartire tramite il Turismo. E’ evidente che il turista ama l’antico, il medievale e tutto quello che è il passato, prova ne sono il grande afflusso a ogni manifestazione storica della nostra pro loco e la presenza incredibilmente numerosa, costante e ripetitiva in ogni borgo storico d’Italia, dove si trovano proprio quelle vestigia e testimonianze di cui qui si parla di rievocare.

Allora, attivando subito un tavolo di lavoro permanente tra Comune, Consulta, associazioni, pro loco e parrocchia, si lavora d’impegno per perfezionare il programma e darne attuazione.

Si agisce su tre fasi contemporaneamente: quella della ricerca e adeguamento di locali per poter impostare la base della riapertura delle attività, quella del riassetto del paese e dell’inizio di un nuovo modo di comportarsi del montopolese, quella della fortissima propaganda per presentare la nuova realtà del paese al mondo del Turismo.

Quindi il Comune chiede ai proprietari i locali non utilizzati per poterli vedere e se ritenuti idonei chiede loro di cederglieli in comodato d’uso per 1 anno (a sconto di Tari o Imu) per poterli riattrezzare con luce pubblica ad ospitare, in una parte di essi subito, a titolo espositivo/dimostrativo quanto esisteva nel Montopoli medievale fino a 50 anni fa, e nell’altra parte, previo avviso pubblico, ad ospitare vere realtà di lavoro e vendita, anche succursali di altre sedi, scomparse dal paese ma ritenute necessarie (Bar, Pub, Calzolaio, Calzature, Abbigliamento, Lavanderia, Casalinghi, Merceria, Libri e giornali, Parrucchiere, Restauro mobili, Cre/riparazioni, Idraulico, Fruttivendolo, Scuole di danza, musica, teatro, yoga). Queste realtà saranno ospiti del Comune per 1 anno, senza pagare nulla poi, se l’attività decolla, faranno un accordo con il proprietario del locale e diventeranno attività commerciali normali.

Cosicché, in attesa del reintegro delle vere attività di lavoro e vendita, dovrebbero riemergere dal passato la vecchia stamperia a tornio dei fratelli Falaschi, l’arte delle Terrecotte del Milani, del ferro battuto, del fabbro, del falegname, del calzolaio, del tessitore, del pittore, del cucito, del ricamo, del lavoro a maglia e intanto viene predisposto lo spazio per il ritorno delle altre realtà.

Insieme al poco che ora è rimasto in attività (1 macelleria, 1 alimentari, 1 fioraio, 1 hotel/ristorante), si ricreerebbe subito un tessuto vivace di vita civile, con risvolti storico/medievale molto apprezzati.
E Poi con: la presa in carico delle strade, da parte di ditte edili locali, per piccole riprese delle facciate, dei locali acquisiti da parte di falegnami del luogo per sistemare i serramenti, dei locali acquisiti e delle facciate da parte di imbianchini del luogo, dei punti floreali da parte dei fiorai con annaffiatura a cura dei cittadini.

Propongo che l’Isola ecologica trattenga tutto quel che arriva di buono e utilizzabile, per riciclarlo nel Borgo e l’appello ai cittadini a conferire quanto hanno di vecchio ancora buono (finestre, porte, ecc).

Tra le cose da fare, la pulizia, decenza e decoro continui e ben studiati del paese, con allontanamento dei piccioni, la pulizia frequente della strada davanti casa e dei giardini fronte strada, da parte degli abitanti, la puntuale applicazione del perfetto Regolamento comunale di Polizia rurale, in tutto il Comune, la pulizia delle docce dalle erbacce, l’incanalamento dei pluviali ed il riasfalto delle strade sconnesse, la riqualificazione dei numeri civici e delle cassette per la posta, oltre al restauro dei portoni, un nuovo spiccato senso di gentilezza da parte dei montopolesi e dei negozianti verso i turisti, un nuovo spiccato senso di campanilismo da parte dei montopolesi per preferire gli acquisti nel Borgo, il sapiente ripristino di tutti i panorami, ora chiusi da piante cresciute e non regimate (Rocca, ecc), il recupero dei sottofossi, delle vecchie mura del Borgo e dei pendii intorno al paese fino a fondovalle, le feste storico/medievali, tipo settembre, ripetute spesso durante l’anno e non una sola volta, il traffico automobilistico ridotto a un senso unico perenne ovunque (da piazza Marconi si entra in Montopoli e via Uliveta fino alla Chiesa del Soccorso, e si esce per via s.Andrea, via Barberia/valle di Moscillo, via Pineta/Montevecchio/Pescaia, via Costalbagno/Inferno/Gora).

Cosicché la gente arriva in auto in paese, usa i grandi e bei parcheggi che già ci sono, vede e si rende conto delle bontà che vi si offrono e poi esce dal paese usando strade a senso unico tutte facilitate dalla discesa, senza pericolo d’incrociare altre macchine, specialmente in via Inferno.

Quello che oggi dà noia è il doppio senso di circolazione con auto e camion sempre più grandi e veloci, in un paese costruito per ben altri scopi, aggravato dalla Scuola materna localizzata oltre il Paese. Non è accettabile pensare una strada variante esterna, con costi enormi e deturpazione del paesaggio, essa isolerebbe ancor di più il paese aumentandone l’abbandono che ora invece si cerca di combattere.

La viabilità che manca c’è già, tracciata naturalmente, basta sfruttarla con cognizione, collegando a senso unico i parcheggi dell’Arco di Castruccio in Barberia fino a Vallelunga tramite la via che già scende in valle Moscillo e asfaltando via Pineta, Montevecchio, Pescaia da via Uliveta fino a Vallelunga.

Con una propaganda fine, ben fatta, ricca di argomenti e molto ripetuta per ‘Montopoli, il Borgo storico medievale che Rivive’ si ottiene di far arrivare turisti che acquistano, mangiano, soggiornano e ritornano perché Montopoli ha da offrire attrattive senza limiti e si pone come base di partenza per tantissime altre notevoli realtà.
Infatti il turista sarà coscientemente informato che venendo a Montopoli beneficerebbe non solo di quel che può vedere, visitare e godere nel Borgo medievale di Montopoli (esposizione e dimostrazioni vere della vita medievale del Borgo, tanti Monumenti medievali intatti, arte, cultura, storia, Musei civici e religiosi, Raccolte private di storia vera, prodotti locali Doc) e nei dintorni (Santuario Madonna di s.Romano, agriturismo, ristoranti, la Sorgente di acqua del Tesorino, ecc) ma anche di quello che può offrire la campagna che va verso il castello di Montebicchieri con i suoi panorami unici, con la sua aria salubre e asciutta, con i suoi boschi/biotopo dal profumo intenso e dai molteplici colori accesi che cambiano ad ogni variazione di stagione, la coltivazione dello zafferano, le ulivete, il frantoio con produzione di olio extravergine di oliva e naturalmente i suoi molteplici percorsi e sentieri, validi per qualunque tipo di attività sportiva, dalle passeggiate classiche, al trekking, al Mtb senza limiti di spazio e d’avventura lungo colline, vallate e crinali che si susseguono all’infinito.

Ma anche di quello che possono offrire le grandi realtà che ci stanno attorno, città storiche come Pisa, Lucca, Firenze, Siena, Volterra, San Gimignano e San Vivaldo con le sue magnifiche chiese. Poi le spiagge del mar Tirreno, la neve delle montagne pistoiesi, le Alpi apuane e le Grotte del vento in Garfagnana, senza dimenticare la famosissima via Francigena che passa qui vicino. Veramente non c’è limite: questo, per me, è Montopoli, il suo ambiente e le sue infinite possibilità.

Dobbiamo fare in modo che chi viene a Montopoli non possa non ritornarci, facendogli ben capire i vantaggi di un luogo opportuno per vacanze vere, divertimento sportivo e cultura di alto livello. Sì, si può fare, quel che serve è partecipazione convinta e unità d’intenti tra amministrazione comunale, Consulta, cittadini, associazioni, pro loco e parrocchia.

E allora, se partiamo subito, a primavera 2021, finito il covid, Montopoli vivrà una nuova vita.

Io ne sono convinto,

Gianfranco Geri 

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