Dalla cartolina al gruppo Facebook, gli Allievi si ritrovano 50 anni dopo l’arruolamento foto

Una chat li ha fatti incontrare da tutta Italia, per sfogliare insieme le foto e ricordare quei giorni

Tra i ricordi passati dalla video chat social, c’è una cartolina per il babbo (mai spedita). Un’immagine, se se ne dovesse scegliere una, di quanto siano lunghi 50 anni. Quelli trascorsi dall’arruolamento, l’8 ottobre 1970, del 27esimo corso allievi guardie di pubblica sicurezza Alessandria – Piacenza anni 70/71.

Con la tecnologia di oggi, hanno guardato insieme a distanza le foto di allora e ripercorso quei ricordi comuni che legano per sempre. Una rimpatriata sarebbe stata almeno complicata, visto che dopo i giorni del corso, gli agenti si sono “sparpagliati” tornando in tutta la penisola, dal nord e fino alla Sicilia e per rivedersi di persona sarebbero serviti almeno un paio di giorni. Il coronavirus ha fatto il resto: se ci ha limitato negli spazi, ci ha insegnato a incontrarci virtualmente. E così la compagnia ha potuto festeggiare questa Amicizia d’oro. Tra loro c’era anche Enzo Oliveri di Santa Croce sull’Arno.

“Correva l’anno 1970 – racconta Giosuè Di Mauro – e in una mattina come oggi, dopo un viaggio durato tutta la notte, unitamente ad altri colleghi, sbarcavamo nella città di Alessandria per il previsto corso di formazione per diventare Guardia di Ps. Ad attenderci una fitta nebbia che venendo da Napoli, non avevo mai visto e il trasbordo alla Scuola, dove rimanevo per 6 mesi trascorrendo in loco tutte le feste comandate (Natale, Capodanno, Epifania, Pasqua e Pasquetta).
Da allora sono passati 50 anni di cui 41 in Servizio, ma avendo la possibilità, nonostante tutto, rifarei di nuovo lo stesso percorso.

Grazie Corpo delle Guardie di Ps prima e Polizia di Stato dopo, di tutto quello che mi hai dato e auguri ai colleghi che oggi come me, e insieme a me, festeggiano l’Amicizia D’oro. Sicuro che ci guarderanno dall’alto festeggiando insieme a noi, una preghiera va rivolta a quei colleghi che il Signore ha voluto a sé prematuramente“.

In particolare ad Antonio Marino, amico di tutti, compagno di stanza di Oliveri, ucciso il 12 aprile 1973 mentre era impegnato in un servizio di ordine pubblico a una manifestazione del Movimento Sociale Italiano. Durante la manifestazione si verificarono gravissimi scontri: un gruppo di estremisti compì saccheggi e attaccò i reparti di Polizia anche lanciando bombe a mano: una colpì l’agente Marino ed esplose uccidendolo.

“Una volta eravamo insieme – racconta Oliveri di Marino – e mi ha dato una cartolina per il suo babbo, ma io non l’ho ancora spedita”. Ora fa parte di quei ricordi, che ogni tanto si possono sfogliare.

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