Da oltre 20 giorni senza internet, disagi a Marti

La protesta di una famiglia che ha una figlia a scuola: "Saltata la didattica a distanza"

Mai come in questo momento avere una connessione affidabile è diventato fondamentale, soprattutto per gli studenti costretti a seguire le lezioni e sostenere i compiti davanti il computer di casa. Eppure succede, anche in piena emergenza Covid, che una famiglia debba convivere per più di 20 giorni con una connessione che funziona a singhiozzo, senza che nessuno si faccia vivo per venire a controllare.

È quanto succede a Marti, nel Comune di Montopoli Valdarno, dove una famiglia residente in via delle Due Ville è costretta a fare i conti, ormai dai primi di ottobre, con una connessione ‘ballerina’ che sta complicando non poco l’attività scolastica della figlia, iscritta al quarto anno del liceo linguistico Montale di Pontedera. “Dato che la classe è numerosa – racconta la madre Dorella Nardi – la scuola ha deciso di dividerla in 2 gruppi da 15 studenti ciascuno, che si alternano in classe per 3 giorni la settimana facendo lezione a distanza negli altri 3”.

Peccato che dal 5 di ottobre la connessione Adsl fornita da Tim abbia iniziato a dare problemi, così come la linea fissa che alterna momenti di ‘buio’ completo ad altri in cui si sente un fastidioso fruscio di sottofondo. “La linea va e viene – riprende la donna – e mia figlia si ritrova spesso a saltare intere ore di lezione se non intere mattinate, nelle quali comunque viene segnata l’assenza sul registro e deve poi portare la giustificazione”. Dall’inizio del mese la ragazza ha già messo insieme due assenze, oltre ad una lunga serie di ore di spiegazione perse, ma è stato quanto accaduto ieri mattina (24 ottobre) a far traboccare il vaso. “Ieri c’era il compito di francese – racconta Nardi – ma il professore ha pensato che la storia della connessione fosse solo una scusa. Ha detta a mia figlia che non era possibile avere ancora lo stesso guasto dopo così tanti giorni e le ha messo un bel 3 in pagella”.

Da qui la rabbia della donna, soprattutto per la mancanza di risposte certe da parte degli operatori del 187. “Quello che fa arrabbiare – dice – è che non riusciamo ad avere una spiegazione chiara di quello che è successo. A volte ci dicono che c’è un guasto in cabina, altre volte che devono cambiare un cavo lungo 4 chilometri, altre ancora che il problema è dentro casa. Io so solo che dal 5 di ottobre ad oggi nessuno è mai venuto a casa nostra a controllare. Addirittura la prima volta ci dissero che avrebbero sistemato tutto entro il 10”.

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