Due giorni a settimana al Marconi, a rotazione al Cattaneo: scuola un po’ meno in presenza foto

Con i presidi, abbiamo parlato di trasporto e anche bon ton della didattica a distanza

“È un sacrificio che viene chiesto alla scuola per fermare il contagio. Ci adeguiamo, ma non fa piacere. Spero che il 24 novembre possiamo ricominciare come abbiamo lavorato finora, anche se ho qualche dubbio. Se, invece, si dovesse prorogare avremmo difficoltà per l’apprendimento dei ragazzi”. Così Alessandro Frosini, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico Cattaneo di San Miniato commenta le nuove direttive sulla scuola: didattica a distanza per almeno il 75 percento degli studenti. Gli fa eco Gennaro Della Marca, il dirigente del liceo Marconi che reputa la decisione giusta, “ma se accompagnata con misure concrete di supporto. Ci doveva essere la possibilità di passare da un momento all’altro senza intaccare l’apprendimento dei ragazzi e il diritto allo studio”. La didattica a distanza non è come quella in presenza, su questo sono quasi tutti d’accordo. E non tutte le scuole sono come il Marconi e il Cattaneo che sono comunque riusciti a riorganizzare l’offerta nonostante il poco tempo a disposizione.

Il mondo della scuola resta ancora al centro del dibattito sul coronavirus, con continue indicazioni e nuove direttive che ricadono su dirigenti, insegnanti, alunni e personale non docente. La mole di lavoro è senz’altro aumentata di questi tempi, ma l’ultimo Dpcm non ha trovato impreparate le due scuole superiori.

Al Cattaneo dalla settimana prossima entrerà in vigore il nuovo orario: “Ogni classe – ha spiegato il preside Frosini – avrà giorni in presenza, uno o due a settimana, a rotazione. Per noi che facevamo già un orario su base bisettimanale ridurre la presenza al 25 percento vuol dire fare 3 giorni di lezione a scuola su 15.

Faremo in modo che le prime e le quinte abbiano una quota leggermente superiore, ma non di troppo altrimenti vorrebbe dire che altre classi non sarebbero in presenza. Anche le materie devono essere prese in considerazione: dobbiamo fare in modo che ognuna abbia un 25 percento in presenza. Un occhio di riguardo per le lezioni laboratoriali, ma questo vien da sé perché, per esempio, l’indirizzo chimico nei giorni in presenza andrà in laboratorio a fare pratica”. Le lezioni laboratoriali, insomma, sono già connaturane nell’orario, per cui in questo senso la riduzione della presenza non ha creato grossi problemi al Cattaneo.

Diverso sarà l’impianto del Marconi: “Ci saranno due giorni di lezione a settimana in presenza per tutti – ha detto Della Marca – e quattro di didattica a distanza”. A tal proposito sono in vista alcuni potenziamenti delle infrastrutture digitali: “Arriverà la fibra – ha continuato il preside che ha da poco sottoscritto un contratto con un operatore – e in più riparte il servizio che mette a disposizione i pc in comodato d’uso a chi ne ha bisogno. A marzo, durante il lockdown, ne avevamo consegnati 18. Ora, dopo una prima tranche in cui ne avevamo acquistati 12, sono in arrivo altri 33 device”.

Nessuna delle due scuole è ricorsa all’ingresso dopo le 9. Non ce n’è stato bisogno anche perché il sistema di ingressi scaglionati che avevano messo a punto stava funzionando. Qualche novità sul fronte dei trasporti, tuttavia c’è. “Abbiamo avviato un dialogo con il trasporto pubblico locale – ha detto Della Marca del Marconi – e abbiamo ottenuto il potenziamento delle corse nei giorni di lezione in presenza. Questo ci permette di mantenere i nostri orari”. La questione del trasporto pubblico è strettamente collegata al tema scuola: in molti, infatti, lamentano che la diffusione del contagio non avvenga tanto nelle scuole, quanto negli affollatissimi pullman o treni. Chiudere le scuole non scioglie certo i nodi del trasporto pubblico.

Nelle scuole di San Miniato “i protocolli stanno reggendo – ha commentato il preside del Marconi -. Abbiamo avuto tre classi in quarantena che sono rientrate e ora sono in attesa di comunicazione per altre due, ma l’Ausl ha certificato che tutti i contagi sono avvenuti in ambienti extrascolastici”. Anche al Cattaneo c’è stata una classe in quarantena “che è già rientrata – ha spiegato Frosini, che ha aggiunto -. Non abbiamo provvedimenti di quarantena in atto, ma se non fossimo passati alla didattica a distanza probabilmente li avremmo avuti perché negli ultimi giorni la situazione si stava complicando”. Per questo la scuola prenderà misure ulteriori: mascherine fin sul naso anche quando si è seduti ai banchi durante le lezioni in presenza e dotazione di Ffp2 agli insegnanti che le richiederanno.

La didattica a distanza ormai è un meccanismo rodato nelle due scuole, con strumenti adeguati e studenti che hanno fatto in fretta ad abituarsi. E questo era necessario in un momento in cui le lezioni da casa dietro a un computer si sostituiscono, per forza di cose, in tutto e per tutto a quelle in classe. Chiaro che una certa etichetta e un certo decoro rimangono: niente lezioni dal letto o in pigiama, insomma. Ma a questo le scuole ci avevano già pensando, scrivendo delle apposite linee guida.

 

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