Gasolio nei fossi dopo l’incendio in FiPiLi, Arpat aspira l’acqua contaminata foto

L’idrocarburo nei canali per decine di metri è stato sbarrato con dei panni assorbenti

Quando sono arrivati sul posto i tecnici di Arpat (ieri 6 novembre) hanno cercato subito di arrestare l’avanzamento della miscela di idrocarburi nei canali adiacenti alla FiPiLi. Dopo l’incidente della cisterna che, si apprende oggi, trasportava sia benzina che gasolio oltre all’incendio c’era da affrontare anche la questione ambientale.

Per spegnere le fiamme, il gasolio con le acque di spegnimento utilizzate dai vigili del fuoco sono confluite nei fossi adiacenti la carreggiata, sia sul lato destro che sul lato sinistro della FiPiLi, per alcune decine di metri.

Intervenuti sul luogo i tecnici Arpat del dipartimento di Pisa hanno visto che alcuni mezzi stavano già aspirando il residuo di acqua e carburante. Insieme ai vigili del fuoco i tecnici Arpat hanno ispezionato i tratti di fosso interessati dallo sversamento dell’idrocarburo che era stato sbarrato, a sud e a nord, con delle panne assorbenti e ricoperto con uno strato di schiumogeno nel tratto di attraversamento della FiPiLi. Alcuni mezzi autospurgo, nel frattempo, provvedevano all’aspirazione dell’acqua contaminata.

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