Rsa Villa Serena, i sindaci dell’Empolese Valdelsa chiedono chiarimenti

Decedute 23 persone sui 131 ospiti

“Siamo molto preoccupati per la situazione di Villa Serena, una struttura che accoglie tanti nostri cittadini anziani e che rappresenta una risorsa sociale di grandissimo valore per il territorio”. Per questo i sindaci dell’unione dei comuni circondario Empolese Valdelsa hanno chiesto un approfondimento sulle vicende del contagio da coronavirus nella residenza per anziani.

“Da 10 giorni non ci sono nuovi casi positivi”, sottolineano i sindaci, ma anche nelle ultime 24 ore si è registrato un morto (qui). Sono 23 gli ospiti deceduti, su un totale di 131 persone che risiedevano all’interno della struttura prima gestita dalla Cooperativa Mediterranea e, a partire dallo scorso 28 ottobre, dell’Asl Toscana Centro che ha preso in carico l’intera struttura a seguito del commissariamento disposto sulla base dell’ordinanza 93 delle Regione Toscana. Il tutto in base a appositi accordi tra Asl e Unione dei Comuni, necessari per regolamentare tutti gli aspetti giuridici ed economici.

Attualmente tra gli ospiti di Villa Serena sono 38 le persone positive al Covid, di cui 3 trasferite in ospedale, le altre 35 sono all’interno del blocco B, quello dedicato al coronavirus. Nei blocchi A e C risiedono 65 persone, tutte negative. Gli ospiti vengono visitati quotidianamente dai medici di zona che si alternano con le Unità Speciali di Continuità Assistenziale già attivate nella scorsa primavera e il Gruppo di Intervento Rapido Ospedale Territorio dedicato alle strutture residenziali.

“Sulla situazione di Villa Serena e sull’alto numero di contagi e decessi – spiegano Alessio Spinelli presidente della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa e Alessio Falorni presidente dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa – è già in corso un’indagine dell’Asl Toscana Centro con la Commissione Ispettiva di controllo diretta da Roberto Biagini. Come sindaci intendiamo conoscere quanto prima i risultati di questa indagine ed eventualmente valutare se procedere anche con altri strumenti ad un approfondimento che riteniamo necessario per il rispetto che si deve alle famiglie delle persone decedute”.

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