“In classe mancano ancora 5 prof e alcune materie non le hanno neppure iniziate”, succede alla 3F del Checchi

I genitori: "Vogliamo collaborare ma non sappiamo cosa fare, ci sentiamo tutti impotenti"

“In tutto l’istituto mancano ancora 15 docenti: 5 nella nostra classe. Anche noi genitori vogliamo collaborare e siamo disposti a fare il possibile, ma non sappiamo cosa fare, ci sentiamo tutti impotenti… è una sensazione tremenda”. I rappresentanti di classe della 3F del liceo sportivo del Checchi di Fucecchio stanno chiedendo aiuto da settimane, anche alla dirigente scolastica che “ci capisce, ci ha ricevuti, ma ha le mani legate e non può fare niente: le convocazioni le fa il provveditorato“.

Intanto, però, i ragazzi, prima in presenza e ora a distanza, “fanno didattica solo con le materie che hanno, comprese scienze motorie che a distanza si fa male”. Mancano ancora, invece, i professori di matematica, fisica, diritto dello sport, storia e filosofia, che sono materie importanti, difficili anche da studiare a casa da soli. “Anche perché – raccontano i genitori – i programmi di filosofia e diritto dello sport li devono ancora iniziare e quindi non saprebbero proprio cosa fare. Ma anche qualora i prof arrivassero, non ci si può neppure aspettare che riescano a recuperare il programma perché le ore perse sono tante”. Più che altro perché insegnare non è una pratica standard uguale per tutti e iniziare a distanza non aiuta a conoscere i ragazzi e “adattarsi” al loro gruppo. E difficile sarebbe anche la valutazione, che si fa anche sui progressi, sui comportamenti, sull’impegno. Cose ancora più difficili da valutare con la connessione che si interrompe o l’audio che arriva male.

“Partire con l’organico al completo è difficile, ma almeno a inizio novembre, in genere, i professori ci sono tutti. Siamo consapevoli che questo è un anno particolarmente complicato, come del resto lo è stato lo scorso, ma vorremmo trovare una soluzione perché in gioco c’è tanto”. A partire dalle pagelle di gennaio, che probabilmente avranno una serie di campi in bianco e dal fatto che il terzo, è l’anno in cui si iniziano ad accumulare i crediti per l’esame di maturità. Delle terze, solo una “è messa meglio”: manca un solo docente dall’inizio dell’anno.

Ma ai genitori preoccupa anche un altro aspetto: “I ragazzi hanno ridotto la didattica in presenza da marzo. Poi c’è stata l’estate e ora, dopo lo strano ritorno a scuola, si ricomincia con la Dad. Sono giovani, è troppo facile entrare nel clima di essere sempre in vacanza e questo è molto pericoloso perché poi si perdono, perdono anche la passione per quel che fanno”. Di più, forse, in un liceo sportivo se non si fa sport né si frequentano gli amici.

Il nodo sembrano essere le convocazioni, a carico del provveditorato agli studi di Firenze. L’ufficio scolastico scorre le graduatorie e convoca alcuni docenti che hanno un certo tempo per rispondere. Tempo nel quale, magari, potrebbe arrivargli un’altra convocazione più comoda o vicina a casa o altro ancora. E allora può succedere che serva una nuova convocazione e così via. Fucecchio, come altre scuole del territorio, è un istituto periferico, che si raggiunge quasi solo in auto e quindi per molti docenti, specie se vivono a Firenze e non hanno l’auto, può risultare particolarmente difficile da raggiungere e quindi poco appetibile e anche per questo i docenti di ruolo sono pochi rispetto ai supplenti.

“Ci hanno spiegato che negli scorsi anni – continua ancora una rappresentante di classe – l’ufficio scolastico provinciale faceva le prime nomine e poi dopo procedeva la scuola che, invece, quest’anno non può farlo quindi il provveditorato continua a fare convocazioni e se nessuno si presenta, rifanno la convocazione“. Con una procedura macchinosa già in altri tempi, ma che risulta troppo lenta in questo di emergenza sanitaria.

Il Checchi, in realtà, può convocare, ma solo per supplenze brevi e a questo punto dell’anno molti docenti sperano ancora nell’incarico annuale e quindi non si presentano. “La nuova dirigente si è dimostrata molto disponibile, ci ha incontrati e aspetta l’ok per iniziare le convocazioni della scuola, ma noi non sappiamo cosa fare: come si arriva all’ufficio giusto di Firenze? Specie ora che la Toscana è zona rossa”.

Certo, per la nuova dirigente Genny Pellitteri non è un inizio facile: da Empoli, è arrivata al Checchi solo quest’anno, alla guida di una scuola a lungo sotto reggenza, in attesa della sua palestra e con tanti e diversi indirizzi da amalgamare e far camminare insieme. Per di più a organizzare la didattica in tempo di pandemia, con regole in evoluzione continua.

“E’ stata molto disponibile e le abbiamo chiesto anche la possibilità che i docenti già in servizio facciano ore in più, almeno una a settimana, per aiutare i nostri ragazzi e la dirigente si è offerta di chiedere la disponibilità agli insegnanti che già ci sono, ma a questo punto dipende solo da loro“.

Anche perché “matematica l’hanno smessa di fare in pratica lo scorso febbraio e ora alcuni genitori stanno mandando i figli a ripetizione, per non fargli perdere tutto. Però non tutti se lo possono permettere e non ci pare giusto che si creino disparità tra i ragazzi, che vorrebbero e dovrebbero andare avanti tutti insieme”, come una classe, appunto.

A settembre, anche questi ragazzi sono rientrati in presenza “ma facendo solo le materie che c’erano e quindi mai con l’orario completo, con difficoltà anche nell’organizzazione delle famiglie e per i trasporti pubblici”. Difficoltà che ora iniziano a preoccupare sul serio, anche gli stessi ragazzi.

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