Ex liceo Marconi: la provincia vuole vendere l’immobile, vicenda giudiziaria ancora in corso

Allo studio un bando di gara per l’alienazione dell’edificio all'interporto di San Donato

Sarà messo in vendita l’immobile dell’ex liceo Marconi all’interporto di San Donato di San Miniato. A poco più di quattro anni dalla clamorosa scoperta di difetti strutturali ai solai dell’edificio, che costrinsero a traslocare in tutta fretta la scuola nella nuova collocazione a La Scala (qui la vicenda), l’amministrazione provinciale si prepara ad aprire un bando di gara per l’alienazione dell’edificio, nella speranza di recuperare almeno un po’ dei tanti soldi investiti (e sprecati) per acquistare l’immobile nel 2008.

Ovviamente dal punto di vista giudiziario la partita non è ancora chiusa: la magistratura dovrà accertare la regolarità delle certificazioni che all’epoca furono fornite alla Provincia, permettendo l’arrivo di una scuola in un edificio progettato inizialmente per ospitare uffici e locali direzionali. Ad ogni modo le indagini non impediranno la vendita dell’immobile, che a breve sarà inserito nel piano delle alienazioni della Provincia, “perché la vicenda giudiziaria riguarda più le persone piuttosto che l’immobile”, dice il presidente della Provincia e sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori.

“Al momento – precisa il presidente – non ci sono ancora gli atti formali per la messa in vendita dell’edificio, ma sono in corso dei rapporti istituzionali per iniziare a procedere formalmente con l’alienazione del bene. Da una serie di contatti istituzionali è emersa la volontà condivisa tra ente provinciale e comunale di andare a individuare un’altra collocazione per l’istituto superiore, anche per motivi di tipo puramente logistico. A breve pertanto inseriremo l’immobile di San Donato nel piano delle alienazioni, con le dovute procedure ad evidenza pubblica, ovviamente di concerto anche col Comune di San Miniato”.

Ancora troppo presto, dunque, per sapere quale sarà la base d’asta per l’acquisizione dell’edificio, che l’amministrazione provinciale aveva acquistato nel 2008 per più di 7 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti un primo anno in affitto e numerosi lavori aggiuntivi per adeguare e ampliare i locali, senza dimenticare le somme pagate annualmente per trasportare i ragazzi a Fontevivo nelle ore di eduzione fisica. Ad ogni modo i difetti strutturali rilevati nel 2016, inadeguati per un immobile che deve ospitare ogni giorno centinaia di studenti, non sembrano impedire allo stesso immobile di avere le carte in regola per ospitare magari dei normalissimi uffici, in linea del resto con la destinazione di tutta l’area.

A quanto pare, infatti, qualcuno si sarebbe già fatto avanti per avere informazioni. “Ci sono stati dei contatti – ammette Angori – ma è stato solo un pallido accenno e niente di più. Ancora non c’è nessuna richiesta formale scritta, né alla Provincia né al Comune di San Miniato”.

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