Scuola lavoro, borse di studio ai cinque studenti più bravi del Checchi

Le mette in palio Assomac, decidiva Italprogetti

Cinque borse di studio da 500 euro ciascuna, per premiare a fine anno scolastico i cinque ragazzi più meritevoli degli indirizzi moda e manutenzione dell’istituto Checchi di Fucecchio. Il riconoscimento in denaro sarà conferito agli studenti da Assomac, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce a livello nazionale le aziende produttrici di macchinari per concerie e calzaturifici.

Decisivo in particolare l’interessamento di una di queste aziende, la Italprogetti di San Romano, che da più di 10 anni vanta una collaborazione fruttuosa con l’indirizzo manutenzione del nostro istituto. “Dei nostri 164 dipendenti, 8 sono ex studenti diplomati del Checchi – racconta Leonardo Serrini, direttore organizzativo di Italprogetti – oltre ai circa 40 studenti che negli ultimi anni sono venuti in stage formativo da noi nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro”. La scelta di destinare al Checchi alcune delle borse di studio di Assomac, istituite per ricordare lo storico direttore dell’associazione di categoria Amilcare Baccini scomparso pochi mesi fa, non è stato quindi un fatto casuale.

“Non sempre la collaborazione con le scuole è una cosa semplice – racconta Serrini – ma con il Checchi ci siamo sempre trovati bene, grazie anche alla disponibilità e alla competenza del professor Magro, che non solo manda da noi in stage i suoi studenti di meccanica, ma anche li segue nel loro operato in azienda e cerca di favorire la loro continuità nel tirocinio, in modo da far tornare gli stessi studenti in stage anche negli anni scolastici successivi, permettendo loro di far tesoro delle cose imparate nelle precedenti esperienze con noi”. La Italprogetti, storica azienda produttrice dei bottali e delle linee di trasporto aeree per le concerie di Santa Croce sull’Arno, sta continuando anche in questo tribolato 2020 ad accogliere studenti della scuola in progetti di alternanza scuola-lavoro.

“Agli studenti cerchiamo di insegnare non solo le competenze tecniche – sottolinea Serrini – ma anche l’importanza del gioco di squadra coi colleghi: se non siamo attenti ai bisogni di chi ci lavora vicino non si va lontano. E poi cerchiamo di stimolare la loro fantasia, la loro creatività: noi non siamo robot che eseguono ordini, siamo esseri umani con la capacità di trovare idee nuove per migliorare l’ambiente di lavoro e l’organizzazione, e per vivere l’impegno in azienda con sempre più passione e soddisfazione. Mettendoci davvero del nostro”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.