“Organici incompleti e mezzi vecchi” ma i vigili del fuoco ci sono e ringraziano santa Barbara foto

Pur se in forma ridotta, i vigili del fuoco della provincia di Pisa oggi 4 dicembre hanno celebrato la patrona santa Barbara martire. La funzione religiosa é stata officiata dal direttore dell’istituto Lanteri di Pisa.

“Quest’anno è stato – ha detto il comandante Nicola Ciannelli -, per il Comando, per l’Italia e per il mondo intero, un anno difficile che ha visto, forse per la prima volta nella storia, i vigili del fuoco non in prima linea nell’affrontare un’emergenza per la popolazione come quella connessa alla diffusione del virus Sars CoV 2. La dedizione, la professionalità e i valori hanno consentito agli uomini e le donne del Comando di mantenere comunque efficienti i servizi di soccorso alla popolazione, le risposte alle domande di sicurezza nei luoghi di lavoro e nei luoghi frequentati dalla collettività, il supporto e il sostegno a chi, in questo periodo, si è trovato ad essere in prima linea di fronte all’emergenza.

La ricorrenza di santa Barbara si ripropone quale occasione privilegiata per sottolineare lo spirito di altruismo che contraddistingue l’agire professionale dei vigili del fuoco. Di incondizionato spirito di sacrificio ne sono concreta testimonianza tutti i vigili del fuoco caduti nel generoso slancio di adempiere al proprio compito e in occasione delle celebrazioni di Santa Barbara, si è rinnovato il commosso riverente pensiero dei partecipanti”.

Un anno di intenso lavoro “per gli uomini e le donne della sede Centrale di Pisa, dei distaccamenti Permanenti di Cascina, Castelfranco di Sotto e Saline, del distaccamento dell’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa e dei Distaccamenti Volontari di Lari, Pontedera, Ponsacco, San Miniato e Vecchiano: incendi, incidenti stradali, nubifragi, hanno tenuto impegnati gli uomini e le donne giorno e notte. Sono stati effettuati in provincia di Pisa circa 5400 interventi nell’ultimo anno ma, al di là dei numeri, un dato è opportuno rendere noto ed è relativo alla caratterizzazione degli interventi di soccorso che, seppur numericamente non superiori a quelli degli ultimi tre anni, hanno richiesto sempre più interventi di alta qualificazione e di mezzi di supporto quali autobotti, autogrù e scale aeree”.

Una sfida importante, affrontata e vinta “con determinazione e spirito di sacrificio nonostante non poche difficoltà legate ad organici incompleti, alla vetustà di mezzi o di sedi di servizio che solo negli ultimi mesi si stanno attenuando”.

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