Mario Rossi non si arrende e allestisce il suo immancabile presepe nel giardino di casa foto

L'artista: "E' stato un anno difficile, non c'era altro modo per salvare questa tradizione"

Mario Rossi non si arrende. Neppure la pandemia e le regole anti-contagio possono fermare una tradizione che quest’anno compie i 48 anni. Quarantotto come i presepi che l’artista e restauratore sanminiatese (per tutti Maglietta) ha realizzato nella sua “carriera” di presepista, anche se quello di quest’anno sarà diverso da tutti gli altri, a cominciare dalla location. Difficile, infatti, cercare un luogo pubblico che permettesse di rispettare il divieto di assembramento. E allora tanto vale montare il presepe dentro il giardino di casa, a San Miniato Basso, lungo la rete che affaccia sulla circonvallazione di via Capitini, proprio di fronte ad un piccolo parcheggio, in modo che tutti possano vedere il presepe dall’esterno, oltre la rete, ma nel rispetto delle regole anticovid.

È così che Rossi metterà in scena quest’anno il suo presepe, tenendo fede “ad una tradizione – dice – che nonostante tutto non volevo interrompere”. Una tradizione che negli ultimi anni era stata ospitata nei locali al piano terra dell’Hotel Miravalle. “Daniele Nannetti mi aveva confermato la disponibilità dei locali e lo ringrazio – spiega Rossi – ma in quel posto non era possibile evitare gli assembramenti. L’ideale sarebbe stato poter tornare nel parcheggio dietro il Seminario, dove avrei potuto allestire il presepe in sicurezza, ma purtroppo non è stato possibile». Da qui la decisione di farlo nel giardino di casa, all’incrocio fra via Capitini e via dei Prati a San Miniato Basso. È qui che già si intravedono le strutture e i personaggi del presepe, anche se tutto resterà coperto da un ombreggiante verde fino all’inaugurazione prevista per questo fine settimana. E proprio il virus sarà il tema di riferimento di quest’anno, legato alle epidemie e alle pestilenze della storia, come quella che colpì San Miniato nel 1527, svanendo di colpo (secondo la tradizione) proprio nel giorno dell’Immacolata concezione. “Il maltempo mi ha un po’ ritardato – spiega Rossi – altrimenti avrei voluto inaugurare il presepe l’8 dicembre, proprio per ricordare le epidemie che da sempre hanno colpito l’umanità con intervalli di tempo più o meno lunghi”. Non a caso, annuncia Rossi, tutti i pastori e gli altri personaggi avranno il volto coperto dalle mascherine, mentre il presepe sarà dedicato quest’anno ai medici, agli infermieri e a tutti coloro che sono impegnati contro il Covid. Distese in maniera lineare lungo la rete del giardino, Rossi ha allestito le scenografie a grandezza naturale della Palestina di Duemila anni fa, con un sistema di luci che renderà il presepe ancora più appariscente durante le ore di buio. Anche quest’anno, inoltre, chi visiterà il presepe potrà lasciare un’offerta libera che sarà devoluta alla ricerca contro il cancro.

“Quello che sta per terminare è stato un anno particolarmente difficile – conclude Rossi -. Eppure il Natale è la festa della vita. E quest’anno a maggior ragione il presepe rappresenta un inno ad una nuova vita, ad una rinascita umana e spirituale in un momento difficile”.

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