Qualità della vita, la provincia di Pisa è 40esima. Sale di un posto, ma preoccupano i numeri sulla sicurezza

Lavoro: mancano donne e giovani. Bene i dati sulla sanità: il quadro della classifica del Sole 24 Ore

È quarantesima la provincia di Pisa nella classifica del Sole 24 Ore che misura la qualità della vita in tutta Italia. Guadagna una sola posizione rispetto al 2019 e a pesare sono alcuni fattori, come l’area della “giustizia e sicurezza”, che affossano la provincia della Torre.

Dopo oltre 30 dal lancio della classifica, Pisa ancora non conosce gli antichi splendori: nel 1990, il primo anno di rilevazione, la provincia era posizionata in un’ottima 16esima posizione, migliorata nell’anno successivo arrivando 14esima. Nel 1992 Pisa ebbe una performance brillante soprattutto per quanto riguarda la macro-area del “Affari e lavoro”, salendo sul terzo gradino del podio tra tutte le province italiane. Sono lontani i numeri di quegli anni, anche se qualche lieve miglioramento c’è.

La classifica

Inevitabilmente, a pesare sulla qualità della vita quest’anno c’è l’andamento della pandemia. Per questo il Sole 24 Ore ha aggiunto l’indicatore “casi Covid-19”, che misura l’impatto sui diversi sistemi sanitari, sulla vita e sulla quotidianità delle persone. A questo indicatore, per la prima volta nella storia dell’indagine, è stato attribuito un peso doppio: se, infatti, gli altri 90 indicatori valgono, appunto un novantesimo, quello sui casi Covid vale il doppio sulla media.

I 90 indicatori sono divisi in sei macro categorie: Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Demografia e salute, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero. Ognuna di queste è elaborata sulla base di 15 indicatori. Del totale dei 90, dieci indicatori misurano il livello di digitalizzazione dei territori, elemento che, soprattutto quest’anno, ha fatto la differenza se si parla di qualità della vita. Per ciascuno degli indicatori (forniti da fonti ufficiali, istituzioni o istituti di ricerca) il Sole 24 Ore ha attribuito un punteggio da 0 a 1000.

I parametri

Il dato più allarmante è quello sulla giustizia e sicurezza, dove la provincia di Pisa arriva 96esima. Alto il numero di furti e furti in abitazione o nei negozi, così come il punteggio attribuito all’indice di criminalità (che misura il totale dei delitti denunciati). Preoccupante il dato sulle violenze sessuali (93esima), quello degli incidenti stradali (104esima) e quello della cause pendenti da oltre tre anni (96esima). Certo il dato sulla giustizia e la sicurezza è quello che rappresenta per Pisa, dal oltre 15 anni, una spina nel fianco. Secondo la classifica è sempre l’indice che da molto tempo a questa parte va peggio degli altri.

In quanto a ricchezza e consumi si attesta alla 50esima posizione, mentre arriva 31esima per Ambiente e servizi. Posizione simile (32esima) anche per la macro-area di Affari e lavoro, anche se il dato sulle imprese femminili e l’imprenditorialità giovanili non è incoraggiante. Anche il numero delle imprese in fallimento o delle cessazioni non è dei migliori: per quegli indicatori Pisa è 80esima. In questo contesto, la provincia di Pisa è 45esima in Italia per diffusione del reddito di cittadinanza.

L’indice Demografia e società fa registrare una 52 esima posizione, tuttavia con indicatori altalenanti. Molto bene, per esempio il dato sulle iscrizioni anagrafiche, cioè le nuove iscrizioni ogni 1000 abitanti: qui Pisa è quinta in Italia. Ottimo anche il numero di medici di medicina generale e quello dei pediatri, rispettivamente quarta e sesta. In questo ambito si inseriscono alcuni numeri fondamentali per affrontare la pandemia. Come quello degli infermieri, per cui Pisa è 14esima, e quello dei casi Covid, che vede la provincia in 86esima posizione.

Buona posizione (17esima) per Cultura e tempo libero: vanno bene palestre, biblioteche e librerie, meno bene cinema e indice di lettura dei giornali.

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