“Abbiamo investito 250mila euro in progettazioni”: Castelfranco di Sotto si prepara al dopo covid. Il sindaco Toti tra bilanci e progetti

Discussione aperta per valorizzare il Palio dei barchini: "Serve trovare la modalità più giusta perché questo possa avvenire"

Il senso di comunità, di appartenenza, unito alla consapevolezza che nessuno può farcela da solo, ma anche alla scoperta del ruolo dei Comuni, primo punto di riferimento per i cittadini in una situazione emergenziale. Sono questi gli aspetti positivi, provocati dalla pandemia, che il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti vorrebbe portarsi dietro anche nel nuovo anno. Perché mai come adesso c’è bisogno di “comunità” per provare a ripartire, dopo un anno terribile che ha interrotto progetti e cantieri ma non la progettazione per il futuro, a cominciare dagli edifici scolastici e dal rilancio delle Cerbaie, senza mai abbassare l’attenzione su quello che potrebbe accadere a livello economico e occupazionale. C’è tutto questo nell’analisi di fine anno del sindaco Toti, che in questi giorni sta dividendo la propria vita tra casa e municipio, portando avanti i tanti adempimenti amministrativi da chiudere entro la fine dell’anno.

Un anno terribile, che sicuramente farà sentire i suoi effetti per molto tempo. Ma quali sono, per il sindaco Toti, gli elementi negativi che spera di lasciarsi alla spalle col 2020 e quali, invece, vorrebbe vedere ancora nel nuovo anno?

Sicuramente lascerei le preoccupazioni, le ansie, le restrizioni delle libertà personali e il venir meno della socialità, insieme ai lutti di un anno pesantissimo dal punto di vista sanitario. Al tempo stesso però mi porterei dietro due aspetti positivi generati dalla pandemia. Il primo è il senso di comunità, perché tutti hanno capito che da questa situazione ne usciamo solo tutti insieme e nessuno può pensare di farcela da solo. Il secondo è il ruolo che i Comuni hanno avuto nell’emergenza, come prima e più diretta interfaccia per i cittadini. Assieme a questo però la pandemia ha generato anche dei cambiamenti radicali che, piaccia o meno, resteranno nella nostra quotidianità. Penso all’esplosione delle riunioni e degli incontri in videoconferenza, insieme ad un modo diverso di lavorare a distanza, ma anche ad un modo nuovo di concepire le relazioni sociali, perché non credo che il distanziamento, le mascherine e le regole di sanificazione scompariranno di colpo il giorno in cui saremo tutti vaccinati. Non credo che superata l’emergenza potremo far finta che tutto questo non sia mai avvenuto.

Il 2020 ha sicuramente ostacolato l’attività delle amministrazioni anche sul fronte dei lavori pubblici, con il blocco o il rallentamento di alcuni cantieri, ma anche con il rinvio di progetti già programmati. Qual è la situazione per il Comune di Castelfranco e quali progetti porterete avanti nel 2021?

Nonostante la pandemia la macchina amministrativa non si è mai fermata, tant’è che abbiamo approvato la variante al regolamento urbanistico e avviato il percorso per il piano strutturale intercomunale insieme a Santa Croce. Ma soprattutto abbiamo ‘seminato’ tantissimo, investendo ben 250mila euro di progettazioni, in modo da farci trovare preparati per cogliere tutte le opportunità offerte da bandi e finanziamenti esterni. Rientra in questo metodo di programmazione, ad esempio, il piano da 1,3 milioni di euro che metteremo in campo nel 2021 per realizzare due progetti in altrettante scuole del nostro territorio. Si tratta dell’efficientamento energetico della scuola media del capoluogo e della palestra della scuola di Orentano, per i quali abbiamo avanzato la richiesta da un mutuo da 320mila euro con Cassa depositi e prestiti, mentre il resto delle risorse sarà coperto dalla Regione e dal Gse, il Gestore servizi energetici individuato dalla Stato per i lavori negli edifici scolastici. Fra i lavori già programmati e pronti a partire, poi, c’è il progetto dei cosiddetti orti urbani da realizzare nell’area di via Guido Rossa a fianco del palazzetto dello sport. Pochi giorni fa abbiamo dato il via libera al percorso per l’affidamento diretto dei lavori.

Proprio in questi giorni è in corso il cantiere per la creazione di un percorso pedonale in via Petrarca, che punta a collegare la zona di viale Italia – unica nel capoluogo a mostrare una certa vitalità commerciale – con il centro storico di Castelfranco che, al contrario, ha continuato a perdere negozi e attività anche negli ultimi anni. Quali sono i progetti in campo per provare a invertire la tendenza?

L’investimento in via Petrarca è stato pensato proprio per avvicinare queste due aree del capoluogo e favorire una maggiore vitalità commerciale anche nel cuore storico del paese. Proprio in questi giorni, inoltre, è in corso nel centro la mostra di opere d’arte dedicate alla Natività che sta riscuotendo un buon successo. Sarà il punto di partenza per affrontare un tema complicato come quello dell’utilizzo dei tanti fondi vuoti. Allo stesso tempo abbiamo presentato due progetti per intervenire sul campanile di Porta Vigesimo, uno per la messa in sicurezza immediata e un secondo per l’utilizzo e la futura apertura al pubblico degli spazi interni. Abbiamo avanzato una richiesta di finanziamento sia a soggetti pubblici che privati, per i quali siamo in attesa di risposta sulla base delle graduatorie.

Guardando al territorio delle frazioni, invece, quali sono i progetti che porterete avanti nel 2021?

Il primo è la palestra di Orentano che ho già citato, a cui si aggiunge l’adeguamento della scuola di Villa Campanile. È una struttura che mostra ormai il peso degli anni e che ha bisogno di un intervento importante per il quale abbiamo già ottenuto le risorse necessarie. Poi c’è ovviamente il tema delle Cerbaie e due suoi boschi, che dovranno essere finalmente fruiti e valorizzati, cercando anche il coinvolgimento e la collaborazione dei privati. Un obiettivo previsto anche da una mozione approvata a novembre da tutte le forze in consiglio comunale. Il primo passo sarà proseguire nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti, per poi valorizzare la sentieristica nei mesi primaverili ed estivi. Per farlo serve ovviamente la collaborazione dei privati, magari cercando accordi per prendere in gestione noi alcune aree boschive, anche se sappiamo bene che non sarà semplice.

L’anno che sta per aprirsi lascia anche tanti interrogativi sulla situazione economica e sulle ripercussioni sul lavoro, specie in un territorio monoproduttivo come il comprensorio del Cuoio. Cosa si aspetta dal 2021, visto che sindacati e imprenditori non escludono una riduzione dei livelli occupazionali?

Guardo con grande preoccupazione agli effetti della pandemia a livello economico. Effetti che rischiano di incidere sui posti di lavoro: penso in primo luogo al commercio e alla ristorazione, ma anche agli effetti sul settore conciario. Un settore che, pur con tutte le difficoltà del momento, sta andando avanti con attenzione e lungimiranza. La situazione creata dalla pandemia, però, sembrerebbe aprire le porte ad alcuni cambi societari, con l’arrivo di soggetti diversi ed estranei a questo territorio, dove siamo abituati da sempre ad avere a che fare con imprenditori della zona. Questo un po’ ci preoccupa, perché c’è il rischio di perdere quel patrimonio di valori creato nel tempo: l’arrivo di capitali esterni non deve far venire meno l’attenzione ai dipendenti e all’ambiente che caratterizza il nostro distretto.

Lo scorso 8 dicembre, le contrade di Castelfranco sono state in municipio per firmare la partecipazione al prossimo Palio, nella speranza di poter ripartire nel 2021. Prima che scoppiasse la pandemia, però, l’amministrazione aveva avviato una discussione con l’Associazione Palio per provare a rivedere alcuni aspetti della manifestazione. Cosa c’è da cambiare? È una questione che riprenderete?

La nostra volontà nasce da una considerazione molto semplice: abbiamo la fortuna di avere una manifestazione particolare, unica nel suo genere. Cosa possiamo fare per valorizzarla e dagli maggiore visibilità? Non è quindi una ragionamento contro nessuno, sicuramente non contro l’Associazione Palio, perché siamo perfettamente consapevoli della difficoltà che ci sono nell’organizzare un evento del genere. La pandemia purtroppo non ci ha aiutato e la discussione si è interrotta, ma è una discussione assolutamente positiva per valorizzare di più il Palio dei barchini. Per il futuro si tratta di trovare la modalità più giusta perché questo possa avvenire.

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