Natalità 2020, sono 7462 i nuovi nati nell’Ausl Toscana Centro: cala rispetto al 2019, ma Empoli cresce

Al San Giuseppe oltre il 35 percento di madri non italiane. Con l'impatto del Covid si prevede un record negativo

Nel 2020, nei sette punti nascita dell’Azienda Usl Toscana Centro, sono nati complessivamente 7462 bambini.
Il dato è in calo rispetto al 2019, quando i nati furono 7688 (- 2,9%), in sintonia con l’andamento di grave decremento delle nascite che ormai da più di 10 anni caratterizza il panorama demografico nazionale. Gli unici due punti nascita che registrano un dato positivo rispetto all’anno precedente sono l’ospedale di Empoli con 1069 nati (più 1,6 percento) e il Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli con 1020 (3,2 percento in più).

I cali più vistosi sono stati a Borgo San Lorenzo (- 13,7%) e Pistoia (- 8,6 %). Gli altri presidi sono Prato che con i suoi 2084 nati chiude con un meno 2,2 percento, il San Giovanni di Dio (meno 4,7) e Pescia (meno 3).

“La percentuale complessiva di nati da madri non italiane – sottolinea il direttore dell’Area Ostetricia e Ginecologia della ASL Toscana Centro Pasquale Florio – raggiunge nel 2020 il 30%, ed così distribuita: Prato 37,6%, Empoli 36,6%, Pistoia 28,6%, Pescia 28%, Santa Maria Annunziata 27,8%, San Giovanni di Dio 27,7%, Borgo San Lorenzo 26%.”

“Anche in un anno particolarmente complicato, condizionato dalla necessità di realizzare specifici percorsi assistenziali per contrastare l’epidemia da SARS-CoV-2 – commenta il direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Asl Toscana Centro Marco Pezzati – la nostra Azienda è riuscita a garantire alle mamme, ai neonati e, con un po’ più di fatica, ai padri, la possibilità di vivere in sicurezza e serenità il momento più importante della loro vita. Più che concentrarsi sulle modeste differenze nel numero dei nati nei singoli Ospedali rispetto all’anno precedente, in parte condizionate dalle strategie organizzative messe in atto per la gestione dell’epidemia Covid 19, è importante focalizzare l’attenzione sulla grave crisi demografica che sta interessando il nostro Paese.

Questa tendenza, iniziata nel 2009, ha condotto ad un calo di circa un quarto delle nascite da allora ad oggi. Nei primi otto mesi del 2020 le statistiche ufficiali hanno registrato in Italia 268mila nascite, circa il 3% in meno rispetto al 2019, in cui furono 420mila (record negativo assoluto); l’andamento complessivo nella nostra ASL conferma questo calo del 3% e lascia prevedere che il record negativo raggiunto lo scorso anno verrà ulteriormente peggiorato nel bilancio del 2020, con una previsione di 408 milanati a livello nazionale”

È inoltre prevedibile – prosegue il direttore dell’Area Pediatria e Neonatologia della ASL Toscana Centro Rino Agostiniani – che la situazione, già così critica in epoca pre-Covid, possa registrare un ulteriore peggioramento nel momento in cui andremo a valutare gli esiti delle gravidanze avviate da marzo in poi. È, infatti, legittimo ipotizzare che il clima di paura ed incertezza, nonché le crescenti difficoltà di natura materiale generate dall’epidemia, possano orientare negativamente le scelte di fecondità delle coppie. Un primo riscontro lo abbiamo già avuto dal numero dei nati di dicembre, ossia nove mesi dopo l’improvvisa comparsa della pandemia, ma sembra lecito aspettarsi un seguito, forse persino più consistente, nei primi mesi del 2021. L’augurio per il nuovo anno è che le profonde ferite lasciate dal virus sull’economia e sulle condizioni di vita delle giovani coppie possano guarire con la maggior rapidità possibile, consentendo loro di tornare a progettare il futuro in maniera più serena.”

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