Pareri, verifiche e sopralluoghi: l’attività di Arpat nel circondario Empolese nel 2020

Incontri con i comuni e campionamenti: la pandemia non ferma l’agenzia per la protezione dell’ambiente

In totale nel 2020 i dipartimento del circondario empolese di Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, ha emesso 43 pareri, per la maggior parte rivolti ai comuni che sono competenti in materia di bonifiche. Ma c’è stata anche una ricognizione dei siti in bonifica con procedimento già avviato, che però risultava in stallo: 38 le verifiche e molti iter sono finalmente conclusi.

La pandemia ha limitato ma non ha fermato l’attività di Arpat nel circondario empolese: dei 43 pareri espressi nel 2020, sette sono relativi a indagini propedeutiche alla verifica di una potenziale contaminazione, 11 si inseriscono in procedimenti di impianti di carburante attivati per dismissione di vecchi serbatoi in occasione di un cambio gestione oppure di manutenzioni straordinarie. 25 riguardano procedimenti in fase di caratterizzazione e o progetti di bonifica in ex siti industriali e commerciali.

Arpat ha proseguito poi con la pratica avviata nel 2019, di ricognizione dei siti in bonifica con procedimento fermo da più di tre anni attivati dal soggetto responsabile e per i quali è stata accertata la necessità di un intervento, invitando i comuni interessati a riattivarsi quanto prima. Dei 38 provvedimenti verificati, quattro risultavano in corso e sono stati aggiornati sul Sistema informativo dei siti interessati da bonifica, 22 sono risultati conclusi da formalizzare, 12 sono risultati ancora fermi, di cui nove per mancanze da parte del soggetto obbligato, due per ritardi degli enti e uno per cause giudiziarie. Nel periodo tra le varie revisioni dei siti fermi, il dipartimento del Circondario ha incontrato i comuni di Empoli, Fucecchio, Montelupo Fiorentino, Castelfiorentino, Certaldo, Capraia e Limite, riattivando molti dei procedimenti. Attualmente, infatti, risultano fermi in corso di verifica solamente 5 procedimenti.

Oltre alle attività di supporto tecnico ed emissione pareri, è proseguita una intensa attività di campionamento e monitoraggio, che ha visto la presenza dei tecnici di prevenzione sui siti oggetto di bonifica. Nonostante le attività in esterno si siano ridotte a causa dell’emergenza sanitaria e che per lunghi periodi non sia stato possibile effettuare attività ispettive in esterno, il personale tecnico, spesso affiancato dalla figura del geologo, ha seguito le attività in campo, svolte dai consulenti di parte, in una quindicina di siti in bonifica. Queste attività hanno interessato, per la maggior parte dei casi, siti industriali o commerciali dismessi o in fase di cambio di destinazione d’uso nonché opere di interesse pubblico, quali discariche e depuratori.

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