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Spinelli: “Il distretto del Cuoio deve rimanere competitivo”

Il sindaco di Fucecchio: "Bene il maxi investimento regionale"

Il maxi investimento da 3 milioni di euro sul polo tecnologico conciario (Poteco), ratificato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dai sei sindaci del Comprensorio del Cuoio e da Assoconcia e Consorzio Conciatori, permette di guardare al futuro dei settori trainanti dell’economia locale con maggiore fiducia. Si tratta di un accordo tra pubblico e privato (1.675 mila euro finanziati dalla Regione, la restante parte dai privati) per ampliare l’attuale sede di 400 metri quadrati a vantaggio di laboratori e strumentazioni tecnologiche digitali.
Nonostante la crisi innescata dalla pandemia e le difficoltà per un settore che basa gran parte dei propri ricavi sull’export, il comparto del cuoio e della calzatura, a cavallo delle province di Pisa e Firenze, rimane uno dei più importanti della Toscana e la decisione di confermare l’investimento da parte della Regione fa capire che per il futuro si scommette ancora sul fascino del Made in Italy.

“Il nostro comprensorio – dice il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli, intervenuto alla cerimonia per la firma dell’accordo – deve continuare ad essere attrattivo per i grandi marchi del lusso che sanno di poter trovare nelle nostre aziende quella qualità e quella capacità imprenditoriale difficile da trovare altrove. La stessa cosa vale per l’innovazione, il nostro territorio è assolutamente all’avanguardia sia nella ricerca che sui temi legati all’ecologia e alla salvaguardia dell’ambiente: qui il tema della depurazione si è affrontato ben prima che diventasse un’emergenza, come invece è accaduto da altre parti”.

Ma Po.Te.Co, oltre a ricerca e sviluppo, vuol dire anche formazione e collaborazione con le Università. Nella sede di Santa Croce sull’Arno, si sono formate oltre 2 mila persone e sono nate 110 tesi universitarie grazie a reparti sperimentali di conceria e calzaturificio.

“La formazione professionale, insieme all’innovazione, sarà l’arma per rilanciare i nostri settori produttivi nel post Covid – aggiunge Spinelli – grazie alla ricerca da sviluppare insieme alle Università ma anche alla formazione scolastica negli istituti superiori. A Fucecchio abbiamo investito e stiamo investendo molto nella formazione di tecnici calzaturieri grazie ai nuovi indirizzi legati alla moda che sono nati all’istituto Checchi. Siamo fermamente convinti che nelle nostre radici e nella nostra tradizione artigiana ci siano i semi di un futuro che può regalare grandi soddisfazioni anche ai giovani di oggi. E per questo a Fucecchio c’è una grande sinergia tra amministrazione comunale, Consorzio Manifattura Toscana, aziende private e mondo della scuola. Il nostro territorio svolge un ruolo di cerniera tra Empolese Valdelsa e Comprensorio del Cuoio ma l’anima produttiva di Fucecchio è sempre più legata a questa seconda realtà”.

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