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Inaugurato il nuovo consultorio dopo i lavori, il vescovo Migliavacca: “Il 2021 dedicato alla famiglia” foto

Da San Romano si sposta nei locali dell'ex tipografia

Due sale per la consulenza, una indipendente, accessibile anche dall’esterno, per incontri e conferenze o da mettere a disposizione alle associazioni, e poi la sala d’attesa, la segreteria e nuovi servizi igienici. Sono stati inaugurati oggi, martedì 26 gennaio, i nuovi locali del consultorio familiare diocesano a San Miniato dopo la fine dei lavori di ristrutturazione. Dagli archi che affacciano sulla piazza del seminario si scorge la porticina al numero 4 di via vittime del duomo: lì si trasferirà a breve il consultorio diocesano intitolato ad Alberto Giani, “un laico che si è speso molto per la chiesa e per la famiglia”, come lo ha ricordato il vescovo Andrea Migliavacca.

Finanziata dalla banca Crédit Agricole e dalla Fondazione cassa di risparmio di San Miniato per 80mila euro, i lavori che complessivamente ammontano a 140mila euro hanno reso riutilizzabili i locali dell’ex tipografia Palagini, ormai da anni in condizioni fatiscenti. Con non poca fatica le condizioni igienico sanitarie sono state ripristinate e le stanze oggi sembrano come nuove, pronte per essere utilizzare per un servizio attivo ormai da quasi dieci anni.

Il consultorio diocesano, infatti, dalla sua inaugurazione nel 2012 si trova nei locali della Misericordia di San Romano. “Qui nei locali ristrutturati acquisisce una sede propria nel cuore della diocesi – ha commentato il vescovo Migliavacca – in un luogo accessibile e che offre tutta la riservatezza richiesta. I problemi delle persone non finiscono. In questo 2021 vivremo un anno dedicato alla famiglia. Un’occasione per riscoprire l’importanza della famiglia nella nostra società e tutte le difficoltà che oggi vive e sono amplificate dalla crisi che stiamo attraversando. In questo solco si colloca il servizio del consultorio che è di grande attualità”.

La riqualificazione si inserisce in un progetto più ampio che riguarda tutto il seminario: in più lotti, è prevista una spesa di 420mila euro, ma la nota da sottolineare è che molti fondi vengono dalle donazioni. “Tante le fanno proprio i preti – ha spiegato Migliavacca – e questo è bello perché vuol dire che sentono il seminario un po’ come casa loro”. C’è ancora da completare il rifacimento della facciata, per cui mancano due lotti.

Il consultorio oltre i luoghi comuni: “non solo interruzioni di gravidanza – come ha spiegato Sandro Spagli, direttore del centro, sottolineando l’importanza delle attività svolte – Ci sono diverse professionalità all’interno. Noi siamo un consultorio del privato sociale che integra l’attività di quelli pubblici. Il ruolo del consultorio familiare è propositivo, di prevenzione e di supporto”. Intanto, per la crisi scatenata dal Covid-19 le attività si svolgono online: un servizio diverso ma che in questo momento consente di prendere tempo per finire di arredare le nuove stanze.

Anche da un punto di vista pratico, l’opera non è stata semplice. “Il consultorio si trova a un piano seminterrato – ha spiegato l’architetto Silvia Lensi – con tutto quello che comporta avere le stanze a un livello più basso. L’uso di materiali tecnici come gli intonaci risananti con l’aggiunta del sistema Biodry permette di tenere sotto controllo la risalita dell’umidità. Abbiamo modificato gli ambienti senza grandi opere strutturali: la piccola coorte che era occupata da un servizio igienico che è stato tolto così l’aria e la luce illuminano tutte le stanze. Sono stati realizzati nuovo bagni anche per disabili. Abbiamo trovato pareti rivestite di catrame che abbiamo dovuto demolire, ma abbiamo ritrovato i pavimenti originali, che poi sono stati integrati rispettandone la tipologia”.

Soddisfatta del lavoro anche Mariagrazia Tempieri, della Soprintendenza di Pisa e Livorno che ha parlato di “recupero integrale di città fatta per parti” in riferimento ai diversi interventi sui beni collettivi che periodicamente vengono riportati allo splendore”.

“Facendo le cose con un gruppo unito che ha una visione si riescono ad avere i risultati – Così Massimo Cerbai, direttore di Crédit Agricole -. Le persone che hanno a cuore il territorio si riuniscono per pensare al bene delle persone e del territorio. Quando abbiamo autorizzato questo intervento erano altri tempi: oggi, in questo periodo di difficoltà, assume un valore aggiunto. Come banca stiamo cercando di dare un contributo per realizzare qualcosa, per aiutare qualcuno, per sviluppare progetti nuovi e creare posti di lavoro”.

“L’ex tipografia Palagini è un luogo storico – così Simone Giglioli, sindaco di San Miniato -. Indipendentemente da chi ne ha la proprietà sono beni patrimonio per tutta la comunità. Un grande servizio alla popolazione, non solo ai fedeli. Con la curia andiamo avanti per valorizzare anche altri beni di proprietà mista. Inizierà a un percorso che porterà a qualcosa di buono”.

“Quando la fondazione interviene su beni come questo muove un circolo – ha detto Antonio Guicciardini Salini, presidente della Fondazione cassa di risparmio di San Miniato -: si recupera un bene storico, degli ambienti inutilizzati, si dà lavoro e ha un valore sociale. Se le risorse economiche vengono spese con giudizio su obiettivi precisi, e non sperperati, il territorio avrà meno problemi”.

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