Famiglia senza gas nei giorni più freddi: “Acqua sulla piastra e stufetta per scaldarsi”

"Staccato senza preavviso né solleciti. Non vedo l'ora di arrivare a casa stasera e farmi una bella e lunga doccia calda"

“Per fortuna avevamo la piastra elettrica di una roulotte e una stufetta. Non immagino che bolletta dell’elettricità ci arriverà”. Però almeno così una famiglia di Santa Maria a Monte con due figli di 6 e 9 anni è riuscita ad affrontare i giorni più freddi da mesi senza poter contare sull‘acqua calda e sul riscaldamento. “Sembrava di essere tornati indietro di decenni”. Perché di quanto siamo confortati da ogni comodità, ce ne accorgiamo davvero solo quando ci mancano.

Per 11 giorni, questa famiglia di 4 persone è rimasta senza il gas in casa, che per loro significa niente riscaldamento né acqua calda e in giorni in cui in parte della Toscana ha nevicato e l‘allerta meteo per ghiaccio ha scandito giornate andate spesso sotto 0.

“Lunedì 9 – racconta C. – ci è stato staccato il gas per una morosità. Ma a noi la bolletta da pagare non è mai arrivata né cartacea né digitale e per di più non abbiamo ricevuto nessun sollecito. Mia moglie che era in casa con i bimbi (uno con la febbre, l’altra che non poteva frequentare la scuola) mi chiama al lavoro e mi dice che non funziona niente. Allora iniziamo con le verifiche e iniziamo a capire cosa era successo. Il giorno dopo paghiamo la bolletta e sollecitiamo per riattivare il gas”. Solo che da allora sono passati 10 giorni e solo oggi 18 febbraio un tecnico si è presentato a casa per riattivare il servizio.

“Sono stati giorni difficili e frustranti. Non solo perché davvero freddi, perché ci scaldavamo davanti a una stufetta con strati di felpe addosso e ci lavavamo con l’acqua scaldata in una pentola sul fornello. Lo sono stati anche per il tenore delle telefonate, molte andate a vuoto, altre finite a male parole o con la cornetta sbattuta in faccia. Sono stati giorni in cui c’era il rimpallo di colpe tra la società fornitrice e quella distributrice di gas, con uno che diceva di non poteva partire senza conferma della chiamata, l’atro che l’aveva già data. E noi, intanto, ci sentivamo in un vicolo cieco, impotenti”.

Poi le mail oltre alle telefonate, nella speranza almeno di riuscire a spiegare la situazione a qualcuno. “Alla fine abbiamo trovato un signore gentile e disponibile di 2i Rete Gas che ci ha ascoltati, ha capito le nostre difficoltà e ci ha permesso di risolvere”, segno che più che le aziende, in questi casi contano le persone. E che, alla fine, fare bene il proprio lavoro o farlo male, richiede lo stesso tempo. “Non fosse stato per lei, saremmo ancora al freddo, probabilmente. Non vedo l’ora di arrivare a casa stasera e farmi una bella e lunga doccia calda“.

Come era immaginabile, “abbiamo subito cambiato distributore ma voglio raccontare questa storia perché spero serva ad altri che, magari, si trovano nella stessa situazione ma non hanno la nostra tenacia”.

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