Firenze, grave incidente per un rider. La Cgil: “Ritmi di lavoro aumentano il rischio”

Mazzeo: "Serve un'azione della Regione, si faccia la Carte dei diritti dei lavoratori toscani"

È caduto ed è stato travolto da un’auto ieri sera, 18 febbraio, in piazza delle Cure a Firenze. Trasportato in codice rosso all’ospedale di Careggi, è il terzo rider in meno di un mese a farsi male sul lavoro. “La settimana scorsa – dicono dalla Cgil – era stato coinvolto un rider in viale Guidoni, sempre a Firenze, mentre a fine gennaio ricordiamo il gravissimo incidente in cui ha perso la vita a Montecatini un rider di Deliveroo”.

Non si placa il dibattito sulle condizioni di lavoro: “Questa serie di infortuni – secondo Ilaria Lani di Nidil Cgil e Elena Aiazzi di Cgil Firenze – non è purtroppo un caso: i ritmi di lavoro imposti dall’algoritmo e la paga a cottimo alzano inevitabilmente il livello di rischio.

Inoltre, le norme introdotte un anno fa con l’estensione ai rider del Testo Unico su salute e sicurezza, da quanto ci risulta, non vengono rispettate in maniera corretta dalle piattaforme e non è possibile per il sindacato effettuare controlli, visto che le società ancora non riconoscono il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nonostante che nel mese di settembre abbiamo proceduto alla elezione di un rappresentante.

Occorre che le istituzioni preposte aumentino il livello di controllo rispetto all’applicazione delle norme e chiediamo in particolare alla Regione di intervenire per vigilare e definire modalità precise di applicazione del Testo Unico nel settore del food delivery operante su piattaforme digitali. Non è ammissibile rischiare la vita per consegnare un panino”.

Una strage continua da fermare al più presto – secondo Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale della Toscana – Mi pare che davvero non ci sia più tempo da perdere in parole, occorre che chi lavora sia tutelato e garantito. Non possiamo più accettare che per le strade della Toscana ci siano persone che svolgono un servizio sempre più importante, come le consegne a domicilio in questa fase di restrizioni alla mobilità collettiva, che siano lasciate sole e senza diritti. Serve un’azione della Regione che metta finalmente uno stop a una situazione inaccettabile, in cui esseri umani per poter lavorare sono costretti a operare in condizioni di pericolo continuo. Già a inizio del mio mandato ho voluto incontrare questi lavoratori e lanciai l’idea di un provvedimento regionale che stabilisse diritti e tutele per tutti i rider. Ci sono i contratti nazionali da far rispettare e ci sono leggi da osservare, ma serve, a mio avviso, anche una Carta dei diritti dei lavoratori toscani che fissi principi a cui nessuno potrà mai più permettersi di derogare”.

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