Maturità 2021 con tesina e maxi orale. Marconi contrario alla scuola d’estate: “Non ci sono giorni da recuperare”

Il dirigente: “Da noi la didattica non si è mai interrotta, è cambiata con la Dad, ma i ragazzi hanno usufruito di un servizio continuativo”

Il prolungamento delle lezioni fino a fine giugno non serve. “Da noi la didattica non si è mai interrotta, è cambiata con la Dad, ma i ragazzi hanno usufruito di un servizio continuativo”. Quindi non c’è niente da recuperare secondo Gennaro Della Marca, dirigente scolastico del liceo Marconi di San Miniato. In classe d’estate e maturità, sono questi i temi all’ordine del giorno per il mondo della scuola. La revisione del calendario scolastico per ora è soltanto un’ipotesi, mentre sono quasi certe le modalità dell’esame di Stato 2021. Le ordinanze dovrebbe uscire a breve, ma buona parte dei contenuti sono già trapelati: torna la tesina e si ripete il maxi orale. Di nuovo, non ci saranno esami scritti.

La data fissata per l’inizio degli orali è il 16 giugno. Il colloquio partirà con l’esposizione dell’elaborato, la cosiddetta “tesina”, assegnata a ciascun candidato entro il 30 aprile. Questa riguarderà le materie di indirizzo, ma potrà essere arricchita con riferimenti trasversali o dall’esperienza dell’alternanza scuola lavoro. Potrà essere realizzata in diversi formati, per tenere conto della specificità dell’indirizzo di studi, dell’argomento e delle capacità dello studente o studentessa. La scadenza da tenere in mente è quella del 31 maggio, data entro cui gli elaborati devono essere consegnati.

L’esame orale sarà composto anche dall’analisi di un testo, per sopperire alla mancanza della prima prova. E poi la parte interdisciplinare con la discussione su materiali e fonti di diversa natura che saranno scelti dalla commissione. Infine, il colloquio si chiuderà con l’esposizione dell’esperienza nell’ambito dei “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”, meglio conosciuta come alternanza scuola-lavoro. Qui la commissione terrà conto anche delle esperienze extrascolastiche degli studenti. Un esame molto simile a quello del 2020, anche per quel che riguarda la commissione e la valutazione: tutti i membri della commissione saranno interni, a eccezione del presidente e la prova avrà un peso massimo di 40 crediti.

Una modalità che non è piaciuta, ma che ha tamponato bene alle esigenze – secondo Della Marca, il dirigente del Marconi -. In questa situazione, questo modello funziona. Come per la didattica a distanza: non ci piace, ma fa il suo dovere, ci permette di fare l’esame, che è comunque meglio di non farlo proprio. Inoltre, devo dire che l’anno scorso ho visto che comunque i ragazzi si sono impegnati”. Un modello legato alla contingenza che è già stato rodato l’anno scorso e per cui esistono già dei protocolli definiti. “Cambiarlo – ha detto Della Marca – avrebbe comportato per le scuole una modifica dei protocolli e sarebbe stato ancora più complicato”.

A scuola d’estate

L’ipotesi aleggia anche con una certa insistenza, ma per ora si tratta soltanto di voci di corridoio. Tra chi è a favore e chi è contro, c’è anche chi si interroga sull’effettiva esigenza di restare in classe per tutto giugno o anche oltre. “Io sono contrario – ha spiegato Della Marca – perché da noi non c’è l’esigenza di recuperare giorni di lezione. Certo la Dad ha comportato delle difficoltà, dei sacrifici, ma gli insegnanti hanno lavorato e gli studenti hanno avuto il servizio. Sarei favorevole, invece, a una ripresa anticipata a settembre, magari per il recupero delle carenze e del programma”.

L’ipotesi di rivedere il calendario scolastico ha iniziato a circolare con l’insediamento del nuovo governo. Tuttavia, la realizzazione avrebbe delle difficoltà pratiche non indifferenti: basti pensare che gli insegnanti nei mesi estivi sono impegnati con gli esami di Stato. Lo slittamento delle lezioni e della maturità occuperebbe tutta l’estate, o quasi. Poi c’è anche una questione di opportunità: l’impegno dei ragazzi a scuola bloccherebbe le partenze delle famiglie per le vacanze. E per quanto le due cose possano sembrare scollegate, sono condizioni che chi decide, soprattutto in questo periodo difficile, tiene in considerazione.

Tra chi sostiene la revisione del calendario scolastico c’è anche chi lo fa per guadagnare giorni di scuola nel periodo più caldo dell’anno, quando i contagi si tengono più facilmente sotto controllo, per poi programmare eventuali chiusure invernali quando la situazione epidemiologica potrebbe complicarsi. Una visione più pessimistica, se si tiene conto che la campagna vaccinale sta proseguendo e lo farà ancora per i prossimi mesi.

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