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Plastica e rifiuti ai margini del Padule di Fucecchio, l’associazione chiede barriere galleggianti

E ai comuni: “Maggiori risorse e un accordo vincolante per la prevenzione”

“Nel mese di gennaio, quando, in seguito alla piena in Padule, il fenomeno dell’inquinamento da plastica è di nuovo balzato vistosamente agli occhi di tutti, abbiamo scritto alla nuova assessora regionale all’ambiente Monia Monni, per sollecitare un intervento urgente, ma anche strutturale, al fine di contenere l’enorme quantità di rifiuti depositati ai margini del Padule ed evitare il loro deflusso in mare”. Così l’associazione Amici del Padule di Fucecchio per la biodiversità denuncia l’enorme quantità di plastica che si deposita tra la vegetazione e finisce in mare.

“Pur confermando il nostro impegno – hanno detto – a mettere in atto (regole anti-covid permettendo), come ogni anno, iniziative pubbliche di raccolta rifiuti, abbiamo insistito sul fatto che tali iniziative, per quanto importanti per sensibilizzare la cittadinanza sul problema, non possono che essere di efficacia limitata data l’enorme quantità di rifiuti, la loro vasta diffusione e la mancanza di mezzi all’altezza della situazione.

Nella nostra lettera abbiamo fatto riferimento, in particolare, alla possibilità di installare delle barriere galleggianti per intercettare e recuperare la plastica trasportata dalle acque dei canali, idea che proponemmo l’anno scorso all’ex- assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni, la quale si mostrò molto interessata e investì il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno e l’Università di Pisa nell’elaborazione di un progetto”.

“Nei giorni scorsi – hanno proseguito gli amici del Padule – l’assessora Monni ha risposto alla nostra lettera, illustrando l’impegno della regione Toscana nella battaglia contro la dispersione della plastica in mare, attraverso l’attuazione di varie iniziative e la partecipazione “al tavolo tecnico istituito dal Ministero dell’Ambiente per l’attuazione della Marine Strategy, strategia che affronta anche il problema dei rifiuti marini con un programma di azioni ed un piano di monitoraggio a cadenza annuale.

Oltre a ciò, l’assessora afferma che la Regione sta anche portando avanti una esperienza innovativa con l’utilizzo di “Seabin” (un cestino robotico che raccoglie la plastica in mare, nei laghi e nei fiumi), per poterne testare l’efficacia e valutare la possibilità di un uso diffuso.

Quanto all’installazione di barriere per intercettare i rifiuti da noi proposta, e per la quale era stato attivato un iter l’anno scorso, l’assessora Monni replica che si tratta di un sistema ancora poco sperimentato, con costi significativi e una certa complessità di gestione, ma che tuttavia si propone di approfondire meglio per verificarne la fattibilità.

Siamo assolutamente d’accordo sulla necessità di una evoluzione culturale dei cittadini e disponibili, nel nostro piccolo, a dare una mano in questa direzione, ma siamo anche consapevoli che questo processo richieda tempi non brevissimi. Ci auguriamo che la Regione Toscana possa quindi fare progressi rapidi nella gestione di questa problematica passando in breve tempo da una fase di studio e sperimentazione (ovviamente necessaria) ad una fase di piena operatività.

Cogliamo l’occasione per rinnovare l’appello a tutte le pubbliche amministrazioni (non solo alla regione) ad impegnare maggiori risorse per arginare questo problema, perchè si tratta di una situazione di reale emergenza planetaria, che ogni giorno che passa si fa più grave. Invitiamo in particolare i comuni ed il Consorzio di Bonifica ad elaborare e a mettere in pratica dei piani di prevenzione (con attività mirate di sorveglianza) e di raccolta dei rifiuti. Questi ultimi, in particolare, non possono essere sminuzzati e lasciati sul posto in occasione del taglio della vegetazione, perché questo non fa altro che agevolarne la dispersione e il deflusso in mare. Crediamo sia urgente a tale proposito un accordo vincolante fra i comuni, le province i consorzi di bonifica e la regione per l’applicazione di buone pratiche di raccolta dei rifiuti e di gestione della vegetazione a margine di strade e corsi d’acqua”.

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