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La Toscana resta arancione per un’altra settimana. Siena e Pistoia zone rosse

Con un indice di contagio di 1,19 il rischio per la Regione rimane comunque moderato "con alta probabilità di progressione"

La Toscana resta in zona arancione per un’altra settimana, ad eccezione delle province di Pistoia e Siena che da domani (27 febbraio) entreranno in zona rossa fino a domenica 7 marzo compresa.

Con un indice di contagio a 1,19 il rischio per la Regione rimane “moderato con alta probabilità di progressione” dato che con un Rt a 1,25 scatta la zona rossa. Zona rossa che è stata predisposta in tutti i comuni delle province di Pistoia e Siena. Un provvedimento necessario in nome di quel “principio di precauzione” raccomandato dalle indicazioni tecnico-scientifiche contenute nelle disposizioni nazionali.

“Abbiamo deciso di adottare provvedimenti limitativi degli spostamenti delle persone nonché la sospensione di alcune attività per evitare l’ulteriore diffusione del contagio in zone dove si è registrato un forte peggioramento del quadro epidemiologico – spiega il presidente Giani -. Sono state quindi stabilite anche per queste due province le misure restrittive per il contenimento del contagio previste a livello nazionale per le aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, secondo quanto previsto dal Dpcm del 14 gennaio 2021. Si tratta delle stesse misure già in vigore nei Comuni di Chiusi e di Cecina e che, come si legge nel testo delle ordinanze, potranno essere eventualmente reiterabili sulla base dell’evoluzione del contesto epidemiologico”.

Fra le altre restrizioni è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio comunale, nonché all’interno del medesimo salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno. Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Restano aperti edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

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