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Strada chiusa “da un giorno all’altro”. Genitori al Comune: “Cerchiamo soluzioni condivise”

E scrivono al sindaco Capecchi. "Passare da via dell’Inferno è pericoloso e gli orari della scuola non si conciliano con il lavoro”

Da un giorno all’altro non si può dire a 50 famiglie ‘organizzatevi’. Dobbiamo percorrere strade strette, dove non ci passano due automobili, con un tratto franato e regolato dal semaforo. Ci chiediamo se non si possa trovare una soluzione alternativa condivisa”. Lo sfogo di una mamma che esprime il disagio di tanti altri genitori di Montopoli Valdarno, che da qualche tempo stanno facendo i conti con una viabilità non facile nel fazzoletto di territorio tra via Guicciardini, via Uliveta, via Costalbagno e via dell’Inferno.

Tutte per lo più strade di campagna che nell’ultimo mese si sono trovate a dover reggere flussi di traffico a cui non erano abituate. Il motivo: lavori necessari alla rete idrica in un tratto di via Guicciardini dal 25 febbraio e fino al 12 marzo. È la strada principale che attraversa il borgo, quella su cui si affaccia anche il municipio per intendersi e va da sé che è l’arteria principale per molti abitanti del centro e delle colline circostanti. Il divieto di transito ha tagliato fuori diverse famiglie che sono costrette a passare da via dell’Inferno per portare i bambini a scuola, con tutti i rischi del caso. Le modifiche alla viabilità, infatti, hanno imposto anche la sospensione del servizio di trasporto scolastico la mattina causando un aumento del numero di auto che si ritrovano in una stessa fascia oraria a percorrere quelle strade.

“Dopo la chiusura di gennaio – ha raccontato una mamma – ci hanno avvisato il giorno prima con un bigliettino consegnato a scuola che avrebbero richiuso la strada. Non si può dire con così poco preavviso alle famiglie con genitori che lavorano che da un giorno all’altro non hanno più il pulmino o che non possono più passare”. È difficile per i genitori incastrare gli orari del lavoro con quelli della scuola, senza considerare il traffico: “A scuola prima delle 8,30 i bambini non entrano – ha continuato il genitore -. Per noi che lavoriamo prendere la macchina e passare da via dell’Inferno vuol dire uscire molto tempo prima di casa e rischiare di far tardi a lavoro. Anche perché un tratto è franato e c’è il semaforo: è anche pericoloso”. Con la chiusura della strada il servizio di trasporto è stato riorganizzato per la scuola primaria: non potendo arrivare alla fermata, il punto di ritrovo per il ritorno dei ragazzi era stato spostato davanti al Comune. Mentre per la scuola dell’infanzia il servizio di trasporto è stato sospeso.

Quello che il gruppo di cittadini contesta è la modalità con cui è stato avvertito. Il poco preavviso e lo scarso coinvolgimento. “Abbiamo scritto al sindaco – raccontano –. Per adesso non abbiamo ricevuto risposta, ma ci auguriamo di trovare una soluzione condivisa. Quello che chiediamo è di essere interpellati per le decisioni che hanno degli effetti sulle nostre vite. Avrebbero potuto sentire un nostro parere. Noi speriamo ancora che si possa trovare un’alternativa: magari dei pulmini più piccoli per passare da via dell’Inferno. Il furgoncino che porta il cibo alla mensa delle scuole ci passa, quindi si potrebbero fare anche dei viaggi la mattina per i bambini”.

“Poi – ha concluso la mamma – ci sono delle mattine in cui gli operai arrivano tardi o dei pomeriggi in cui non lavorano. Durante quel tempo il paese potrebbe essere riaperto, ma non viene fatto. Ci chiediamo anche cosa succederebbe se ci fosse bisogno di far passare un mezzo di soccorso…”.

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