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FiPiLi, 321mila euro per la frana. La discussione: “Ripensare l’affidamento del servizio”

Mettere in sicurezza la strada di grande comunicazione. Con questa intenzione, una delibera approvata in consiglio metropolitano ha messo a disposizione della FiPiLi 321mila euro, di cui 261.613 per lavori sul tratto del comune di Lastra a Signa interessato da un movimento franoso (qui). La delibera è stata illustrata dal consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze Giacomo Cucini ed è diventata l’occasione per parlare di gestione dell’arteria in generale, non solo nella soluzione di questo problema in particolare.

Angela Bagni, consigliera delegata e Sindaco di Lastra a Signa, ha ricordato che quando fu progettata la FiPiLi poteva sopportare solo un quarto del traffico pesante che oggi passa su di essa: “Abbiamo parlato con il presidente Giani di questi problemi, affrontando l’emergenza che tocca il territorio che rappresento e si tratta di accelerare un percorso di cui tutti, Regione compresa, siamo consapevoli”. Per Paolo Gandola (Forza Italia nel Centrodestra) “vanno evidenziati alla Regione tutti i problemi, con particolare attenzione”.

Per Alessandro Scipioni e Cecilia Cappelletti, del Centrodestra per il cambiamento, “Le società in house non devono essere un dogma, perché non sempre rappresentano la soluzione migliore, cioè economicamente più vantaggiosa per il pubblico. E se una gestione esterna del Global Service offre un servizio analogo a quello interno a un prezzo più alto, vuol dire che dobbiamo ripensare l’affidamento di quel servizio, non necessariamente internalizzarlo. Si cerchino dunque società che offrono un servizio più vantaggioso per i contribuenti, nel rapporto costi benefici e si ingaggino quelle. Il libero mercato può infatti offrire soluzioni più competitive e vantaggiose, mentre il ritorno a una gestione interna e diretta del servizio ci pare una strada non percorribile, in questi tempi di crisi per le casse pubbliche”.

Lorenzo Falchi ed Enrico Carpini, per il gruppo Territori beni comuni, sostengono che “La gestione delle strade di competenza della città metropolitana è vicina al collasso ed esternalizzarla costa molto di più che gestirle col personale interno. Questi in estrema sintesi i dati che emergerebbero da una relazione interna alla Città Metropolitana, della cui esistenza il nostro gruppo è venuto a conoscenza alcune settimane fa. Il documento, di cui abbiamo appreso alcuni dettagli nel corso di un incontro sul tema tra il nostro gruppo e le rappresentanze sindacali, analizzerebbe nel dettaglio la situazione del settore viabilità, costretto a gestire 1.400 chilometri di strade provinciali e regionali con il 34% di personale in meno rispetto a quello in servizio nel 2014, con un ammanco di almeno 40 unità.

I rappresentanti dei lavoratori ci hanno riferito di interi centri operativi, soprattutto dell’empolese, con un’età media degli addetti superiore ai 55 anni, senza un coordinatore, impossibilitati ad esercitare la più banale sorveglianza sulla rete stradale ed in grave difficoltà con i turni di reperibilità”.

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