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Visite e vaccini a domicilio, da inizio pandemia 13mila interventi per le Usca

I numeri della zona pisana dell’Ausl Toscana nord ovest

Oltre 6mila tamponi e più di 7mila visite domiciliari, nelle residenze per anziani e negli alberghi sanitari. Per un totale di 13mila 419 interventi. Sono questi i numeri messi in campo nella sola zona pisana dell’Ausl Toscana nord ovest, dalle Unità speciali di continuità assistenziale (le cosiddette “Usca”) per contrastare il contagio da Covid 19.

Dall’aprile 2020 fino alla fine di febbraio scorso, le quattro squadre territoriali Usca pisane hanno effettuato 6.086 tamponi, 4.536 visite domiciliari, 1.707 visite in Rsa e 1.090 visite negli alberghi sanitari. Lavorando 12 ore al giorno, sette giorni su sette. Obiettivo: diagnosticare e assistere a domicilio casi di Covid probabili o accertati e rafforzare così gli strumenti della medicina sul territorio, facendo concentrare gli ospedali solo sui casi più gravi.

Nella zona pisana il personale dedicato alle Usca è composto da sette medici e tre infermieri. Quando si recano a casa dei pazienti usano ecografi portatili ed emogasanalizzatori. I primi servono per effettuare una ecografia del torace e rilevare eventuali polmoniti da Covid, i secondi misurano la quantità di ossigeno e anidride carbonica nel sangue, consentendo così di capire il livello di scambio che tra questi due gas avviene nei polmoni. Una misura che permette di stabilire in modo più preciso se il paziente ha o meno la necessità di un ricovero oppure può continuare con tranquillità il suo decorso a casa. Un’azione di filtro determinante, perché fa alleggerire la pressione sui pronto soccorso.

L’età media delle persone che sono state visitate dalle Usca pisane è di 55 anni e spesso hanno anche altre morbilità che ne complicano il quadro clinico. Per i pazienti con situazioni delicate, in via sperimentale, anche le Usca pisane hanno a disposizione 10 kit per tele-monitorare a distanza e in tempo reale i parametri vitali dei pazienti in isolamento domiciliare: pressione arteriosa, grado di ossigenazione del sangue, frequenza cardiaca, temperatura corporea.

Oggi, con i dati del contagio in crescita e l’arrivo dei vaccini, lo scenario pandemico è in trasformazione e anche il ruolo delle Usca è stato rimodulato. Se fino ad ora diagnosticavano e seguivano a domicilio i casi di Covid 19, negli ultimi mesi infermieri e medici delle Unità speciali di continuità assistenziale hanno aggiunto tra i loro compiti anche quello di vaccinatori: tra gennaio e febbraio le quattro squadre Usca della zona pisana hanno effettuato 357 vaccinazioni in Rsa, al servizio dipendenze e ai distretti territoriali.

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