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Centrodestra: “Zona rossa, urgono soluzioni per i ragazzi”

I partiti: "A fare le spese di queste ennesime restrizioni saranno le attività costrette alla chiusura e alle quali va tutta la nostra solidarietà"

“Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che la nostra comunità castelfranchese sta attraversando a causa dell’aumento del numero di contagi che, purtroppo, ha portato all’infausta decisione di prorogare la permanenza in zona rossa. A fare le spese di queste ennesime restrizioni saranno le attività costrette alla chiusura e alle quali va tutta la nostra solidarietà, le famiglie che dovranno fare fronte ai problemi organizzativi legati alla chiusura delle scuole ma, soprattutto, ad esserne colpiti saranno i più giovani, che si troveranno di nuovo alle prese con una dad che non è in grado di garantire gli stessi livelli qualitativi della frequenza in presenza e a dover subire un impatto così violento sulla loro socialità”. A dirlo è il centrodestra castelfranchese.

“Nonostante l’aumento del numero dei positivi, tuttavia, sul nostro territorio il dato dei contagi nelle scuole nella fascia 0-6 anni, però, non destava particolare allarme, tanto che si è sperato fino all’ultimo momento che venisse consentito di mantenere aperti i plessi che non presentavano criticità. Purtroppo – aggiungono – la decisione del presidente Eugenio Giani è stata di segno contrario e, augurandoci che questa ulteriore settimana di chiusura possa servire a far scendere l’indice sotto al livello di guardia, auspichiamo che nel frattempo vengano valutate delle soluzioni che possano consentire ai ragazzi di poter comunque frequentare le scuole in sicurezza. Per questo motivo, oltre ad una intensificazione dei controlli delle zone a più alto rischio di assembramento, abbiamo chiesto al Sindaco di predisporre, già dal momento della riapertura, un sistema di screening periodico degli studenti e del personale scolastico, sulla scorta di quanto fatto anche in alcuni comuni limitrofi (come ad esempio a Santa Maria a Monte), in maniera tale da consentire una tempestiva individuazione dei soggetti positivi (soprattutto se asintomatici, riducendo così le possibilità di diffondere il contagio) e garantire una maggiore sicurezza all’interno delle scuole. L’auspicio è che si trovino presto soluzioni che possano fare in modo di non costringere ancora una volta i più giovani a pagare un prezzo sempre più alto e che rischia di segnare indelebilmente quelli che dovrebbero essere per loro gli anni migliori”.

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