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“La voglia di partire c’è ma non le condizioni”, viaggi annullati anche in questa Pasqua

"Fermi da un anno, ma siamo fiduciosi per l’estate”. Sul passaporto vaccinale: “Stiamo lottando per averlo, a patto che valga anche il tampone”

La Pasqua e il mese di aprile sono diventati un periodo come un altro. Non è più il momento dell’inizio, dell’alta stagione per le agenzie di viaggi, che sono ferme da oltre un anno, con eccezione di giugno, luglio e agosto dello scorso anno. C’è rassegnazione per la seconda Pasqua in zona rossa – e quindi a casa – che non si distingue dai mesi passati, ma c’è anche un relativo ottimismo riguardo alla campagna vaccinale e all’avvento dell’estate.

Ci sono, però, ancora tanti punti interrogativi e, ormai lo hanno imparato tutte le imprese del settore, “comandano i dati”. Una Pasqua con i piedi per terra, ma che consente i viaggi all’estero, pur se con determinate regole. “Io sono fiduciosa non per la Pasqua, ma per l’estate sì – ha detto Isabella Taddeo della Golden Team viaggi di Montecalvoli -. Si è detto che si poteva viaggiare all’estero e non in Italia, ma non è così: il ministero ha fatto una lista di tutte le destinazioni che si possono raggiungere per Pasqua, ma non si è preoccupato di chiamare i Paesi in cui si può andare e sentire se ci accolgono. Perché più della metà dei Paesi nella lista non ci fanno entrare”.

“Le nostre aziende – ha detto invece Gianpaolo Giantini della Equipe viaggi, agenzia che ha sede sia a Castelfranco di Sotto che a San Miniato – non stanno lavorando dai primi di marzo dello scorso anno, tranne luglio e agosto che sono state una stagione minima rispetto agli standard. Per quest’anno solo traffico delle poche persone che viaggiano per lavoro”.

A complicare le cose è intervenuta l’ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che impone la quarantena di cinque giorni a chi rientra anche dai Paesi dell’Unione europea. Una misura comunicata forse troppo tardi, quando, cioè, quei pochi disposti a partire avevano già fatto tutte le pratiche in agenzia per il viaggio senza sapere di dover tenere in considerazione quei cinque giorni di isolamento al rientro: un periodo troppo lungo per chi deve rientrare a lavoro, che quindi ha rinunciato a partire. “Quindi via con gli annullamenti e le richieste di rimborso – ha spiegato Taddei -. Lavoro senza profitto per noi e insoddisfazione per il cliente. Io ho dovuto dire ai clienti di stare a casa per Pasqua”.

Certo, senza le prenotazioni non c’è stato bisogno di fare cancellazioni e rimborsi per molte agenzie, ma resta la fatica di dover seguire gli aggiornamenti delle normative che arrivano di volta in volta. Un lavoro frammentario, fatto non più solo di hotel e passaporti, ma di Dpcm, di richieste di tamponi negativi o di vaccini. E ogni Paese ha le sue regole, che aggiorna di settimana in settimana: “Il nostro lavoro è completamente cambiato – ha detto la titolare della Golden Team – prima di prenotare dobbiamo leggere tutti i Dpcm, dobbiamo capire che documenti ci vogliono per viaggiare. Ci sono Paesi che chiedono il vaccino e altri che chiedono il tampone e queste informazioni le dobbiamo dare ai clienti. E se devono fare il tampone i tempi e i prezzi cambiano. Io non aspetto i soldi dallo stato, io vorrei solo tornare a lavorare, anche se credo che finché non ci sarà il vaccino per tutti non ne usciremo”.

Il danno subito non sta tanto nella sospensione dei giorni di festa, quanto nell’inverno appena passato. Molte delle agenzie, pur considerando l’estate come il periodo di lavoro più intenso, organizzano durante tutto l’anno uscite di una giornata, in gruppi di 15-20 persone che diventano clienti stabili. Tutto questo non è stato più possibile e non perché mancasse la richiesta, che invece c’era eccome.

Tornare a lavorare con continuità è la richiesta di tutti: “L’anno appena passato – ha spiegato Rosario Ficeto della Enula viaggi a San Miniato Basso – è stato tosto, ma grazie al movimento di giugno, luglio e agosto qualcosa si è guadagnato. Anche qualche ristoro è arrivato, ma è stato assorbito dalle tasse da pagare e lo stesso succederà fino a maggio di quest’anno. Siamo fiduciosi sul fatto che da giugno in poi si potrà recuperare una buona fetta di quello che abbiamo perso. Sembra che il vaccino funzioni e dove la campagna vaccinale ha ingranato la situazione è molto migliorata”.

Dello stesso avviso il titolare della Equipe viaggi: “Speriamo di iniziale a lavorare prima possibile ma i dati comandano – ha detto -. Siamo stati danneggiati molto anche dallo stop in inverno perché noi lavoriamo tutto l’anno, ma credo che ci sia una grande voglia di ripartire. Ho la consapevolezza che non sarà una ripartenza col botto, sarà graduale e il consumatore preferirà soluzioni orientate alla sicurezza e alla flessibilità”.

Unica nota positiva è che le strutture alberghiere rispetto all’anno scorso si attrezzate e hanno adeguato i loro spazi: paradossalmente quest’anno ci sono più opportunità di viaggio sia in Italia che all’estero, ma non si possono sfruttare. “Hanno adeguato gli spazi con le barriere e le norme di sicurezza – continuano dalla Golden Team – e, soprattutto, appena si potrà tornare a viaggiare, noi saremo pronti e le persone hanno voglia di andare, di staccare”.

I più ottimisti prevedono una forte richiesta non appena si potrà viaggiare, ma rimane un punto interrogativo grosso come una casa: quello dell’andamento della pandemia e della campagna vaccinale. Queste incognite difficilmente prevedibili si intrecciano con l’ipotesi ventilata di un passaporto vaccinale: un documento che certifica l’avvenuta vaccinazione e dà quindi il via libera ad aerei, alberghi e attrazioni turistiche. “Una certezza che darà accesso alle strutture fondamentali per viaggiare – secondo Giantini -. Un documento che certifica a livello comunitario quello che il passeggero ha fatto, sia esso un tampone o un vaccino. Noi stiamo lottando per averlo, per creare dei corridoi con flussi di turismo”. Accolto positivamente anche da Ficeto di Enula viaggi a patto che “sia accettato anche il tampone – ha spiegato – per chi non riesce, per i tempi della campagna vaccinale, a ricevere le dosi di vaccino”.

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