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Covid e sanità Toscana: l’incontro con Rosy Bindi e gli assessori regionali Bezzini e Spinelli

Organizzato da Sinistra civica ecologista per le prospettive future del sistema sociosanitario

I limiti del sistema sociosanitario toscano messi a nudo dalla pandemia e le prospettive per il futuro: sono i temi che saranno discussa sabato 10 aprile in un incontro online organizzato da Sinistra civica ecologista insieme a Rosy Bindi, ex ministro della salute, e ai due assessori regionali Simone Bezzini e Serena Spinelli. Insieme loro anche la segretaria regionale della Cgil Dalida Angelini e un gruppo di sindaci e assessori: Angela Bagni, Brenda Barnini, Lorenzo Falchi, Daniele Lorenzini, Andrea Raspanti.

“In 12 mesi – dicono da Sinistra civica ecologista -, in Italia, abbiamo perso quasi un anno di speranza di vita, con punte di 2,4 anni in meno in Lombardia. Arriva al 10% la quota di popolazione (nel 2019 era il 6,3%) che non ha avuto accesso alle cure. Grave è la preoccupazione per la recrudescenza della pandemia anche nella nostra regione, con un numero di persone decedute che ha superato i 5500. Insieme al Covid 19 permane – anzi, in questa emergenza è a rischio di aggravamento – l’altra epidemia di malattie croniche, di numerose tipologie, comprese le crescenti problematiche di salute mentale.

Alcune criticità e limiti del servizio sociosanitario regionale – a fronte di una sua storica buona qualità in Toscana – erano presenti da tempo e la pandemia li ha evidenziati. In questa fase del grande impegno vaccinale anche nella nostra regione, pur a fronte di una buona capacità complessiva di somministrazione della quantità di vaccini (troppo pochi, purtroppo) che arriva dal livello europeo e nazionale, c’è stato l’inciampo di un ritardo di vaccinazione degli ultraottantenni che speriamo possa essere alla svelta recuperato.

La nostra associazione politica della sinistra si propone di dare un contributo come ‘catalizzatore’ della discussione a livello sociale, culturale e politico sui temi della sanità. Avanziamo critiche e proposte ‘per unire’, più che solo polemiche politiche, per promuovere i necessari rinnovamenti del nostro servizio sociosanitario che, già ora durante l’emergenza, dobbiamo impostare”.

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