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Inchiesta antimafia, il Movimento Sociale: “Protagonisti vicini al pensionamento, perché viene fuori proprio ora?”

I dubbi del coordinatore zona cuoio: “Non si starà mica progettando un nuovo sistema per il futuro?”

“Questa vicenda danneggia tutta la popolazione e sulla salute credo che noi tutti siamo d’accordo nel dire: su questo no, non si può lucrare sulla vita delle persone. Il fatto che la politica si spenda a favore del sistema compiacente ci deve far riflettere”. Così Antonio Storti, referente della zona del cuoio per il Movimento Sociale Italiano fiamma tricolore commenta la vicenda emersa dopo le indagini della direzione distrettuale antimafia.

“La seconda vittima – ha detto Storti – è proprio la politica, un tempo ormai lontano era motivo di dignitò del proprio ruolo. Il susseguirsi di silenzi imbarazzanti, dichiarazioni garantiste ha lasciato nello sconforto coloro che leggono i giornali in questi giorni. Il ruolo delle opposizioni di fatto non riesce a garantire un minimo di controllo nei confronti di questo presunto sistema marcio. Sta di fatto che l’unica mossa fatta è stata la sospensione da parte del presidente della Regione nei confronti di un suo collaboratore indagato”.

La vicenda ha suscitato alcuni dubbi e alcune domande in Storti: “Gran parte dei protagonisti di questa indagine – ha ricordato il coordinatore – sono persone vicine al pensionamento. Come mai viene fuori proprio ora questo scandalo? Perché ora? Mi lascia perplesso la tempistica; non si starà mica progettando un nuovo sistema per il futuro? Questo è il momento giusto per dare una svolta, fare pulizia dove va fatta e ripartire con persone nuove”.

Infine, “voglio esprimere solidarietà agli imprenditori onesti che operano nel settore e sono la quasi totalità. Solidarietà alle migliaia di persone che lavorano o sono legate all’indotto”.

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