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Presidio Cgil, la preoccupazione del sindacato: “Illeciti per tenere in piedi il sistema” foto

Rischiano di crollare le "garanzie del sistema consortile. Il depuratore dimostri di essere ciò che ha sempre dichiarato di saper essere"

Bandiere da tutta la Toscana, della Cgil e non solo: il presidio indetto dalla Cgil provinciale a Santa Croce sull’Arno è la prima iniziativa pubblica in seguito all’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze che ha ipotizzato un illecito smaltimento dei rifiuti conciari del distretto.

Sin dai primi momenti dopo aver appreso la notizia nei giorni scorsi la Cgil aveva lanciato l’appello, insieme alla dichiarazione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo. Molte le sigle che hanno aderito partecipando oggi (lunedì 19 aprile) all’appuntamento in piazza Matteotti: dal comitato antimafia del Valdarno Inferiore Soldi Mozzi, da Rifondazione Comunista, al Partito Comunista, il sostegno è stato variegato.

“La preoccupazione numero uno sono le ricadute sull’occupazione e sull’intero sistema consortile così come lo abbiamo conosciuto finora – spiega Loris Mainardi, segretario Filctem Cgil Pisa. – Le grandi firme vengono qui perchè si fa una pelle eccellente, ma anche perchè il sistema consortile dà delle garanzie che nessun altro può dare. Considerando che, dalle prime cose uscite sulla stampa, questi soldi risparmiati (28milioni di euro in 10 anni, ndr) sono rimasti all’interno del sistema consortile, la paura è gli illeciti, se saranno confermati, non siano stati fatti per avidità, ma per per tenere in piedi il sistema. Questa cosa va assolutamente chiarita. Sono risposte da dare immediatamente per il bene di un sistema che dà lavoro a 5400 persone, più l’indotto”.

Paure legittime, rese impellenti anche dalle voci che da qualche giorno si rincorrono in lungo e in largo per il Comprensorio, che parlano di alcuni contratti sospesi da parte di alcune grandi firme, che vorrebbero vederci chiaro. Una bomba sociale che, nei timori espressi dai tanti semplici cittadini venuti al presidio, fanno il pari con quelle legate anche alla situazione ambientale, con una pressione sempre più forte verso i protagonisti dei fatti che stanno emergendo in questi giorni, Assoconciatori in primis ma anche i vertici di Acquarno, nel fare chiarezza in merito a ruoli e moventi in questa vicenda. Proprio il silenzio di Assoconciatori, che dall’inizio delle pubblicazioni sull’inchiesta non è uscita pubblicamente, era al centro di non pochi mugugni dei presenti in piazza. Come anche la vistosa assenza di esponenti di spicco del Partito Deocratico.

“Faremo il possibile per acquisire le carte dell’inchiesta. Ma è quanto mai urgente fare presto – ha dichiarato Tania Benvenuti, segretaria della Cgil Pisa, confermando insieme al segretario generale pisano Mauro Fuso la volontà del sindacato di costituirsi parte civile – Chiediamo che si faccia presto in questa indagine. Stiamo acquisendo le informazioni per sostenere lavoratori o lavoratrici che hanno avuto un dolo, ma questo territorio non può andare avanti senza il depuratore, che deve dimostrare al più presto di essere in grado di rappresentare ciò che ha sempre dichiarato di saper essere“.

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