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Arpat, ok al bilancio: oltre due milioni di utili

Via libera in consiglio regionale

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il bilancio di esercizio 2019 di Arpat, l’Agenzia toscana per la protezione ambientale, che si chiude con un utile pari ad oltre 2milioni 149mila euro, in deciso aumento rispetto al 2018 che era pari a un milione 441mila.

 

Ad illustrare l’atto è stata Lucia De Robertis (Pd), ricordando che il valore della produzione pari a 51milioni 200mila euro aumenta di oltre un milione (+2,22 per cento) rispetto all’anno precedente. I contributi per il funzionamento restano costanti e pari a 45milioni di euro. I contributi in conto esercizio da altri soggetti privati registrano un leggero aumento pari al 16,8 per cento (+ 159mila) e  i ricavi commerciali rappresentano quelli derivanti dall’attività di controllo ambientale svolte sulla base di convenzioni nei limiti e secondo le modalità previste dalla legge regionale 30/2009 e ammontano a 187mila 546 in aumento rispetto all’esercizio precedente in cui erano pari a 87mila 437 euro.

 

“Davvero significativo – ha commentato De Robertis -. I costi della produzione sono pari a 46milioni 850mila euro, in aumento dello 0,89 per cento (+ 414mila 780), Una delle voci principali è il costo del personale, che ammonta per il 2019 a 33milioni 584mila euro, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. I costi per acquisti dei beni e materie prime pari a 977mila 991 in diminuzione del 10,26 per cento. I costi per acquisti di altri servizi pari a 5milioni 450mila  euro si incrementano dell’11,44 per cento (+ 560mila). L’utile di un milione 719 mila euro sarà destinato per il 20% a riserva legale e per l’80% sarà restituito alla Regione, che potrà disporre la riassegnazione per la qualificazione del patrimonio immobiliare”.

 

“Abbiamo fatto nostra la raccomandazione che ci è venuta dalla Terza commissione per continuare con forza a rafforzare le risorse umane, in particolare il personale impiegato nelle funzioni di controllo – ha concluso Lucia De Robertis – Il direttore di Arpat  ha ricordato che il venir meno del blocco di turn over consentirà il ricambio generazionale ed il turn over ,in particolare per le attività di controllo in situ”.

 

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