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Il “fenomeno” CambiaMenti diventa un caso di studio: dalle origini a oggi, il Comitato entra in una tesi di laurea

Composizione, organismi e funzionamento interno della forza politica che ha mandato il comune di San Miniato al primo ballottaggio della sua storia

Le tappe e le ragioni della sua nascita, i documenti ufficiali, la composizione e l’organizzazione interna: è una fotografia del Comitato CambiaMenti quella che, a due anni dalle amministrative di San Miniato, entra in una tesi di laurea. Il movimento civico ha suscitato l’interesse di Giuseppe Zagaria, collaboratore de IlCuoioinDiretta.it che ha discusso la sua tesi triennale in Scienze politiche all’Università di Pisa dal titolo Dai partiti alle liste civiche: le trasformazioni del comprensorio del cuoio dopo la subcultura rossa. Il caso CambiaMenti a San Miniato.

Nel lavoro di tesi l’esperienza del comitato cittadino si colloca come esito di un processo storico e politico che vede il comprensorio del cuoio come il cuore della Toscana a subcultura rossa. In particolare, adottando un approccio sociologico, Zagaria ha descritto le fasi della nascita, i profili degli aderenti e dei candidati nelle due liste collegate al Comitato, gli organi interni previsti dallo Statuto e le loro funzioni e alcuni fatti che sono saliti agli onori della cronaca, come la revoca delle deleghe di Guazzini quando era nella giunta Gabbanini e l’uscita di Squicciarini.

Il tutto con vari strumenti metodologici: dall’elaborazione dei dati delle elezioni forniti dal comune di San Miniato, all’analisi dei documenti ufficiali, fino alle interviste in profondità a testimoni privilegiati, cioè ai protagonisti degli eventi o a chi, pur restando defilato e dietro le quinte, ha avuto un ruolo decisivo. Le fonti utilizzate, infatti, vanno dalla letteratura sulla materia fino a quelle raccolte sul campo, facendo tesoro anche dell’archivio de IlCuoioinDiretta.it, testata online delle “Dirette” che da anni segue e racconta tutte le vicende del comprensorio.

Al netto del risultato inaspettato restituito dalle urne, il focus della ricerca riguarda il rapporto del Comitato con le strutture (enti, associazioni, circoli) che un tempo avevano fatto parte della subcultura: l’obiettivo era capire quali reazioni avessero percepito i membri della nuova forza politica durante la campagna elettorale. “Resistenze, ostilità” così sono definite dagli intervistati: una diffidenza percepita soprattutto nella fase iniziale della corsa al voto, per poi affievolirsi con il tempo.

La ricerca, infatti, arriva a CambiaMenti dopo una lunga contestualizzazione: partendo dai motivi che hanno portato al declino della subcultura che vedeva come perno centrale il Partito comunista italiano, il tema si è spostato sulle trasformazioni della partecipazione. Il distacco dai partiti, la trasformazione del ceto politico locale e l’impegno politico che si è fatto più sporadico hanno portato a nuove forme di attivismo civico: è in questo solco che si colloca CambiaMenti.

Le rivendicazioni principali del movimento sono quelle spese anche durante la campagna elettorale, cioè quella di essere l’unica alternativa, ponendosi come “Terza via” rispetto al centrosinistra e al centrodestra e quella di essere un comitato autenticamente civico, a dispetto di altre liste definite “liste civetta”. Ma c’è anche qualche malumore, che ha portato a defezioni: una importante è quella di Matteo Squicciarini, ex consigliere comunale per il Comitato e ora in Italia viva che pone l’attenzione sulle tendenze alla leadership interne, motivo che ha contribuito alla sua fuoriuscita.

Un tassello che si aggiunge alle ricerce accademiche sul comprensorio del cuoio, ma che certamente non ha la pretesa di essere esaustivo: gli interrogativi da sciogliere rimangono ancora molti infatti. A partire dalla campagna elettorale in vista a San Miniato è interessante capire quali mosse giocherà CambiaMenti in termini di leadership e appeal elettorale.

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