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Territorio e tradizione, San Miniato lancia il piano di marketing per il rilancio foto

Gabbanini: "L'obiettivo è creare legame e affezione con il paese e i suoi dintorni"

Il sindaco di San Miniato Simone Giglioli l’ha definita “una cassetta degli attrezzi per i prossimi 10 o 15 anni”. È lo studio commissionato da San Miniato Promozione al professor Francesco Dini dell’Università di Firenze. Un’analisi sui cosiddetti Lineamenti per una strategia di marketing territoriale, presentata questa mattina, 22 maggio, nell’aula magna del conservatorio Santa Chiara e destinata ad essere il punto di partenza per un vero e proprio piano di marketing che vedrà la luce nel corso dell’estate, con l’obiettivo di potenziare l’attrattiva turistica della città della Rocca e il peso economico del settore.

Perché se è vero, come ha sottolineato l’ex sindaco Vittorio Gabbanini (oggi vicepresidente della Fondazione Santa Chiara) che “negli ultimi 12 anni i numeri delle presenze turistiche sono andati sempre crescendo”, è anche vero che San Miniato sconta ancora alcuni difetti e carenze che la rendono svantaggiata rispetto alle altre (cosiddette) “città minori” della Toscana. A cominciare dal numero ancora troppo basso di posti letto: la metà di quelli di Pienza, un terzo di quelli di Volterra e addirittura un quinto dell’inarrivabile San Gimignano. Eppure qualcosa negli ultimi anni è cambiato, a cominciare dalla crescita degli occupati nel campo del commercio e dei servizi a scapito di quelli dell’industria. Un ribaltamento che è avvenuto in appena 10 anni, come ha fatto notare il sindaco Giglioli citando i dati contenuti nell’analisi del professor Dini: “Se nel 2011 – ha detto il primo cittadino – il 40% della nostra popolazione era impiegata nell’industria e il 35% nei servizi e nel commercio, oggi i numeri si sono praticamente invertiti. In tutto questo il turismo gioca un ruolo importante. Se ci aggiungiamo l’eccellenza dei nostri prodotti naturali e delle nostre produzioni enogastronomiche, unite anche alla centralità geografica delle nostre terre, tutto lascia pensare che nei prossimi anni San Miniato rafforzerà l’immagine di città del buon vivere”.

Nasce proprio da qui la volontà di San Miniato Promozione di capire i cambiamenti in atto e farsi trovare pronta per sfruttarli. “L’idea di un piano di marketing è un obiettivo che ci eravamo posti fin dall’insediamento – ha detto il presidente di San Miniato Promozione Marzio Gabbanini -. Nonostante la pandemia abbiamo ritenuto opportuno portarlo avanti, perché negli ultimi anni la vocazione turistica di San Miniato è cambiata. Quindi siamo partiti dall’ascolto di tutti i soggetti interessati, coinvolgendo nel progetto il professor Dini, sanminiatese, che in passato aveva già fatto parte del consiglio di San Miniato Promozione”.

All’interno dell’analisi trovano spazio dati e tabelle che dimostrano da un lato i numerosi e variegati punti di forza, uniti però ai difetti e ai problemi da superare. “Trovare un Comune come San Miniato non è semplice – ha spiegato Dini – perché tutti i Comuni sono generalmente monospecializzati. Qui invece ci sono tre specializzazioni che segnano anche una tripartizione geografica: c’è innanzitutto il centro urbano, sede fin dal Medioevo di un terziario avanzato e oggi fortemente minacciato, mentre il resto del territorio si divide in maniera clamorosa tra una valle dell’Arno fatta di industria e modernità e un territorio rurale meraviglioso. In questo contesto, l’unico mercato che mostra per il futuro prospettive di sviluppo è proprio quello turistico, che ovviamente interesserà la Valdegola e la zona delle colline”.

Un’analisi condivisa anche dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, intervenuto alla presentazione di stamani al Santa Chiara. “Nel futuro non ci sarà più un turismo di massa nella città – ha detto Mazzeo – ma la tendenza sarà quella di un turismo diffuso. Per questo dovete continuare a investire sulla bellezza di questo territorio perché continui ad essere un gioiellino”.

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