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Sinistra Civica Ecologista: “Keu, non si tenti di annullare l’effetto dell’indagine”

Il partito: "E' necessario studiare un nuovo approccio anche nel dialogo tra politica e realtà imprenditoriale"

Nel comprensorio del Cuoio sarebbe in atto “un tentativo di attenuare e dimenticare la gravità di quanto accaduto”. A sostenerlo è Sinistra Civica Ecologista del Valdarno Inferiore, riferendosi all’inchiesta Keu.

“I politici – si chiedee Sinistra civica ecologista in una nota – hanno operato nel rispetto delle normative, gli imprenditori hanno vista danneggiata l’immagine delle loro attività produttive, i parametri delle misurazioni effettuate dall’Arpat sono nella norma. Quindi? Molto rumore per nulla? Ebbene, Sinistra Civica Ecologista ritiene che il tema delle infiltrazioni criminali nel nostro territorio, come nel resto della Toscana, sia realtà incontrovertibile. Ecco perché, unica forza politica che ha da tempo e per prima denunciato i fatti, oggi ritiene non si possa in alcun modo eludere il problema e che, indipendentemente dagli esiti dell’operazione Keu, siano necessarie profonde correzioni di rotta nell’agire di chi opera economicamente e politicamente in questo territorio. Il cambio di rotta necessario potrà essere radicale solo se tutte le componenti che fanno parte di questa collettività vi contribuiranno con impegno. Sinistra Civica Ecologista, da parte sua, vuole concorrere al cambiamento indicando una serie di azioni che ritiene necessarie rispetto a tre questioni fondamentali”.

“Le indagini in corso – afferma la nota – testimoniano che le organizzazioni malavitose, si stanno insediando in tutti i settori del tessuto economico della nostra zona. Nell’ultimo anno questa capacità di penetrazione è stata agevolata dalla crisi di liquidità delle aziende in seguito allo stallo economico causato dalla pandemia. È necessario mettere in campo tutte le possibili iniziative di prevenzione, a partire dalla costituzione di un Osservatorio Territoriale Intercomunale di monitoraggio, verifica e informazione su questo tema, aperto a tutte le componenti attive della nostra comunità (associazioni, movimenti culturali, rappresentanti delle forze economiche e sociali). Lo smaltimento dei fanghi di risulta del processo di depurazione, per la sua complessità e i suoi costi, è uno degli anelli deboli attraverso i quali le organizzazioni criminali e mafiose hanno storicamente cercato di infiltrarsi nel sistema economico e produttivo della nostra zona, senza trovare adeguati anticorpi e difese. Ne consegue che la credibilità del comparto viene meno e i risultati conquistati nel corso di decenni attraverso grandi investimenti pubblici e privati nel settore della ricerca tecnologica e delle trasformazioni nei processi di concia, vengono vanificati. Ecco perché gli imprenditori, se davvero credono nel marchio etico non possono trincerarsi dietro una generica “fiducia nel lavoro della Magistratura”, né proporre in modo più o meno velato il ricatto occupazionale, ma devono dare subito segnali forti di cambiamento, assumendosi per intero le loro responsabilità e cambiando radicalmente l’approccio allo smaltimento e recupero degli scarti di lavorazione delle pelli. Occorre puntare sulla ricerca nell’evoluzione dei processi utilizzati e bilanciare costi e ricavi considerando che la salute dell’ambiente e delle persone, è patrimonio di tutti, non solo di alcuni. È necessario anche rendano pubbliche e trasparenti le proprie decisioni in materia e tutti i dati gestionali degli impianti di depurazione e di smaltimento fanghi”.

“In un distretto industriale come il nostro – sostiene Sinistra Civica -, il confronto tra amministrazioni pubbliche e forze imprenditoriali è necessario. Ma il modello di concertazione praticato deve essere riportato all’interno di una dialettica trasparente, con momenti di confronto chiaro, perfino conflittuale se necessario e di un percorso democratico che includa anche le rappresentanze dei lavoratori e dei cittadini. Alle amministrazioni comunali e regionale, spetta l’esercizio di una funzione di programmazione e di controllo che deve essere esercitata nell’ambito di una chiara distinzione dei ruoli. Ma soprattutto spetta il dovere del rispetto delle leggi, degli statuti sottoscritti e della denuncia di ogni comportamento non conforme alle regole della convivenza, nel rispetto dei diversi ruoli. Infine alle amministrazioni, oltre a gestire la vita pubblica secondo procedure, spetta il compito di progettare il futuro delle proprie comunità. Chiudere il cerchio nella logica dell’economia circolare indicata dall’Europa, immettendo nella produzione elementi della scienza e della tecnica, non significa investire solo sull’ambiente e la qualità della vita dei cittadini ma anche favorire il valore dei prodotti Made in Toscana rendendo competitiva la nostra produzione, attraendo nuovi investimenti e garantendo lavoro buono. Non esistono soluzioni semplici a tematiche complesse e non se ne esce senza una visione di insieme e senza la volontà di cambiare passo. Al cambio di passo, Sinistra Civica Ecologista del Valdarno Inferiore, vuole contribuire aprendo un confronto onesto e aperto con tutti i soggetti attivi della nostra comunità: partiti, sindacati, mondo imprenditoriale, associazioni, comitati, singoli cittadini”.

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