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Controlli Arpat al Gruppo Mastrotto a Santa Croce: nessuna irregolarità

Positivo l’esito dei sopralluoghi per la prima conceria del Comprensorio dotata di Autorizzazione integrata ambientale

Registri in regola e nessuna anomalia: è positivo l’esito dei controlli Arpat, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale, nell’impianto del Gruppo Mastrotto a Santa Croce sull’Arno, la prima conceria del comprensorio che è dotata di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), una particolare certificazione richiesta per determinate lavorazioni.

Nell’ambito del Programma operativo del dipartimento di Pisa gli operatori Arpat hanno effettuato nel mese di marzo 2021 un controllo presso l’installazione Gruppo Mastrotto SpA a Santa Croce Sull’Arno, soggetta ad Autorizzazione Integrata Ambientale regionale.

È la prima conceria del comprensorio del cuoio toscano ad essere dotata di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), in quanto ricadente nella categoria “Concia delle pelli qualora la capacità di trattamento superi le 12 Mg2 (tonnate) al giorno di prodotto finito”. La capacità di trattamento di progetto è pari a 60 tonnellate al giorno di Wet Blue.

L’attività esercitata è il processo di concia al cromo di pelli grezze sino allo stadio di Wet Blue, che rappresenta il semilavorato, prodotto finale del ciclo di concia al cromo, destinato alla successiva fase di rifinizione effettuata presso l’altra conceria del Gruppo nel distretto conciario di Arzignano (Vicenza) per le fasi di riconcia e finitura delle pelli.

È emerso che nell’azienda c’è un Sistema di gestione ambientale la cui certificazione è stata rilasciata a inizio marzo 2021 e il controllo tecnico-amministrativo sui registri di manutenzione degli impianti di abbattimento e degli autocontrolli effettuati, sia per quanto concerne le emissioni in atmosfera che per gli scarichi, non ha evidenziato alcuna irregolarità. Anche il controllo documentale relativo alla gestione dei rifiuti (carico e scarico, per esempio) non ha evidenziato alcuna criticità. Nel deposito temporaneo dei rifiuti, erano correttamente presenti cartelli indicatori con codice CER e, per i rifiuti pericolosi, anche le frasi di rischio HP. Dai controlli Arpat è emerso anche un anomalo abbassamento della superficie piezometrica, fenomeno sul quale risulta necessario effettuare approfondimenti di indagine per valutare se legato ad eccessivi emungimenti di acque sotterranee o a fenomeni naturali.

L’impianto deve essere monitorato con le procedure di carattere gestionale e le frequenze riportate nel Piano di monitoraggio proposto dal gestore e riportato nell’Aia ed entro il 31 marzo di ogni anno il gestore deve trasmettere una sintesi dei risultati del Piano di monitoraggio e Controllo raccolti nell’anno precedente a Regione Toscana, quale autorità competente, al comune di Santa Croce sull’Arno, ad Arpat – Dipartimento di Pisa e all’Azienda USL Toscana Centro ed una relazione che evidenzi la conformità dell’esercizio dell’impianto alle condizioni prescritte nell’autorizzazione integrata ambientale con allegati i certificati analitici dei monitoraggi effettuati.

Ad Arpat è attribuito il controllo sull’ottemperanza delle specifiche prescrizioni relative agli impatti sulle varie matrici ambientali quali emissioni in atmosfera, scarichi idrici, rifiuti, emissioni sonore, suolo e sottosuolo previste dall’Aia rilasciata nel 2020 all’azienda. Nel 2020 è stato verificato il pieno rispetto di quanto previsto nell’atto autorizzativo.

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