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Voto alle donne, Gandola e Pandolfi (FI): “Processo di emancipazione femminile non è concluso”

Poi le congratulazioni ai 36 insigniti da Mattarella per la festa della Repubblica

“Oramai 75 anni fa in Italia, al referendum istituzionale tra monarchia e Repubblica e alle elezioni per la scelta dei membri dell’Assemblea costituente, si registrò un’ampia partecipazione al voto da parte delle donne, che smentiva le paure di tutte le parti politiche con la partecipazione dell’89% delle donne aventi diritto, producendo la svolta storica che sancì la nascita della Repubblica italiana. Oggi a 75 anni di distanza vogliamo ricordare quel momento, quando le donne strinsero le schede elettorali come biglietti d’amore ricordando, però, come il cammino per l’uguaglianza non sia affatto concluso”. Così si esprimono Paolo Gandola, consigliere metropolitano di Forza Italia centrodestra per il cambiamento, insieme a Cinzia Pandolfi, coordinatrice provinciale Azzurro Donna.

“Il 2 giugno 1946 fu un giorno indimenticabile nella storia d’Italia – sottolineano Gandola e Pandolfi – finalmente fu reso alla donna quella giustizia e quell’uguaglianza di diritti auspicata da ogni ordinamento democratico. Oggi, però, a 75 anni di distanza, il processo di emancipazione femminile non è ancora concluso. Oggi più che mai si richiede alle donne un impegno maggiore, affinché ogni campo della sfera pubblica, dalle professioni alla politica, non sia di esclusivo appannaggio maschile e si possa sempre di più affermare ogni parità di genere in tutti i campi di sviluppo della nostra società, dalla politica all’industria, dallo sport all’artigianato”.

Intanto Gandola fa i complimenti ai 36 insigniti dal presidente Sergio Mattarella nella Città metropolitana di Firenze: “Vivi rallegramenti – ha detto – alle 36 persone dell’area metropolitana fiorentina che stamani hanno ricevuto dal Prefetto di Firenze le onorificenze al merito della Repubblica Italiana essendosi distinti per aver acquisito benemerenze nella propria vita lavorativa, in attività svolte a fini sociali e umanitari o per i lodevoli servizi svolti nelle carriere civili e militari”.

“Tutti loro – ha aggiunto il consigliere metropolitano – hanno fornito, nei diversi campi di appartenenza, un eccezionale esempio di forza d’animo e senso civico, dignità ed orgoglio, riuscendo ad infondere in tutti noi e nelle loro comunità di provenienza speranza ed idealismo. Per questo, visto anche il particolare momento storico che stiamo vivendo merita, una volta di più, esaltare e valorizzare la passione, l’abnegazione e l’impegno che hanno profuso nella propria attività avendo avuto la consapevolezza di rendersi utili alla società e alla crescita morale, economica e civile di tutta la nostra area metropolitana, sapendo mettere molto spesso le loro competenze al servizio degli altri”.

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