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Giovani e pandemia, gli studenti del Marconi si rivolgono alle istituzioni

L'iniziativa ha raccolto l'interesse dell'assessore regionale all'istruzione

A pochi giorni dalla conclusione di un anno scolastico segnato dai provvedimenti legati alla pandemia da Covid19, che hanno reso estremamente complicato e difficoltoso lo svolgimento delle attività didattiche, stanno arrivando le prime risposte delle Istituzioni alle voci di alcuni studenti del liceo Marconi di San Miniato.

Nel mese di aprile scorso, infatti, è stata realizzata un’iniziativa, approvata all’unanimità dal collegio dei docenti su proposta di alcune insegnanti che da molti anni lavorano nel liceo sanminiatese, e fortemente sostenuta dal dirigente scolastico, professor Gennaro Della Marca.

L’’iniziativa, Scuola e Istituzioni: diamo voce al disagio degli studenti e creiamo un ponte tra loro e le istituzioni, è nata da una riflessione delle insegnanti che hanno ideato il progetto, condividendolo con i colleghi e con il dirigente scolastico: gli studenti non sono stati ascoltati sufficientemente dalle istituzioni nel loro disagio profondo, vissuto in questi ultimi mesi. “Dal momento che il quadro pandemico ha richiesto misure emergenziali per la scuola a partire da marzo 2020 – spiega la scuola -, i docenti si sono messi in ascolto del disagio vissuto dai ragazzi e hanno, con tutte le loro capacità educative, cercato di rielaborarlo con loro aprendo spazi di ascolto, di studio e di sguardo verso il futuro. Purtroppo all’inizio del mese di novembre del 2020, la situazione si è riproposta con virulenza, ma con la grave differenza che gli studenti erano già stanchi e sfiduciati e alcuni hanno iniziato a manifestare varie forme di malessere. Pertanto, accanto all’attivazione di un servizio che prevede (ad integrazione del Cic) la possibilità di colloqui con una psicologa (grazie a fondi stanziati dal Miur), si è voluto dare l’opportunità ai ragazzi di esprimere attraverso poesie, riflessioni, racconti, foto, il loro disagio in questo anno di pandemia nel vivere una scuola a singhiozzo, al 50% o totalmente in dad, per farsi ascoltare dalle istituzioni. Agli studenti che hanno liberamente aderito è stato chiesto di raccontare come hanno vissuto la scuola dal marzo 2020 al marzo 2021, come si sono sentiti, di parlare dei compagni, delle loro giornate di studio, della dad, del rapporto con gli insegnanti, ma anche e soprattutto di elaborare i loro pensieri, le loro considerazioni, le emozioni, i gesti, ciò che hanno ritenuto di avere imparato da questa situazione, ma anche ciò che ritengono di avere perso”.

“I loro lavori, pubblicati sul sito ufficiale del liceo Marconi di San Miniato e consultabili da chiunque sia interessato, sono stati raccolti in un file, che è stato inviato al sindaco di San Miniato, al presidente di Regione, al presidente del Consiglio regionale, all’assessora all’Istruzione della Regione Toscana, alla garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Toscana, al ministro della pubblica istruzione, al presidente della Repubblica – si spiega -. Le prime risposte sono arrivate dall’assessora all’istruzione, Alessandra Nardini e dalla garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Le segreterie di Alessandra Nardini e della garante Carla Garlatti hanno ringraziato per l’iniziativa. La prima ha commentato i lavori degli studenti affermando: “Queste loro riflessioni possono e devono essere un monito affinché le Istituzioni non trascurino la scuola”. La garante ha dichiarato: “Il materiale verrà esaminato con attenzione, trattandosi di temi già fortemente all’attenzione di questa autorià”.

“Speriamo davvero – spiegano dalla scuola – che alle parole seguano i fatti, in modo che i diritti degli adolescenti siano, nei mesi e negli anni futuri, considerati prioritari, e vengano difesi, citando le parole pronunciate dall’attuale Primo Ministro in altre circostanze, whatever it takes”.

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