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Tartufo, la consigliera regionale Meini: “Le tasse versate dai cercatori non in linea con il numero degli abilitati”

I dubbi sul bilancio e l’interrogazione della Lega: “Alcuni sprovvisti di attestato d’idoneità”

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“Un primo punto riguarda i capitoli di bilancio relativi agli introiti derivanti dalla tassa annuale di ricerca e raccolta versati dai cercatori abilitati che appaiono non in linea rispetto al numero complessivo delle abilitazioni effettivamente concesse in Toscana che risultano, tra l’altro, in costante aumento. Da segnalare, inoltre che alcuni cercatori risulterebbero sprovvisti dell’attestato d’idoneità, raccogliendo, altresì, anche dove non è assolutamente consentito”. Il nocciolo della questione sollevata dalla consigliere regionale della Lega Elena Meini è in queste righe: il capitolo di bilancio relativo alla raccolta dei tartufi e la salvaguardia di una cerca corretta, effettuata soltanto dagli autorizzati.

“È notorio – ha detto Meini – come il tartufo, ad esempio quello bianco di San Miniato, rappresenti un bene alimentare di elevato valore economico e a renderlo ancora più pregiato e unico è la sua formazione spontanea, pur se nel nostro Paese è in fase di sperimentazione la coltivazione in apposite tartufaie. Vi sono, però alcune problematiche che riteniamo doveroso affrontare.

A fronte di queste considerazioni abbiamo quindi predisposto un’interrogazione in cui chiediamo di conoscere quante siano le abilitazioni concesse, a quanto ammontino i relativi introiti, quale sia il loro utilizzo finale e se siano state pienamente rispettate le destinazioni previste dalla Regione, in particolar modo nel periodo di tempo intercorso dal 2016 al 2021. In merito, poi, alle aree tartufigene vogliamo sapere come si sia adoperato l’Ente regionale per garantire e tutelare la libera cerca e il ripristino della legalità in relazione alla gestione delle aree e quando verranno effettuate le mappature delle tartufaie controllate e delle aree tartufigene, per la necessaria definizione delle percentuali destinate alla libera ricerca. Infine, chiediamo come e con quale periodicità vengono effettuati i controlli sulla regolarità di abilitazione e le modalità di raccolta e commercio del prezioso tubero”.

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