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Il comitato Soldi Mozzi risponde a Mallegni (FI): “La mafia non guarda ai colori politici”

Poi la stoccata: “Abbiamo scritto alle associazioni imprenditoriali: Assoconciatori e Consorzio Conciatori, a un mese di distanza, non ci hanno neppure degnati di riscontro”

Inchiesta Keu e reazioni. Le posizioni dei partiti e della società civile si scontrano sulle dichiarazioni: Soldi Mozzi, il comitato antimafie del Valdarno inferiore, risponde alle parole espresse da Massimo Mallegni, senatore toscano di Forza Italia.

“Può sembrare strano ma non lo è – dicono dal Comitato -. Ogni occasione è buona per raccogliere consensi e così abbiamo letto dai giornali che il senatore Massimo Mallegni, ha tuonato contro gli ‘anni di una politica oppressiva e ricattatrice che spesso chiede e nulla restituisce’. In realtà, stando a quanto si legge, nell’operazione Keu i politici sarebbero indagati proprio per avere concesso ad Assoconciatori vantaggi che non rientrano nella normale concertazione tra le parti. Si è trattato di ‘restituzione’ di favori e prebende? Se si andrà a processo, saranno i giudici a dirlo.

Soldi Mozzi, il comitato antimafie del Valdarno Inferiore, si è costituito a partire dalla volontà di semplici cittadini che in questo distretto vivono, lavorano, studiano. Persone che hanno davvero a cuore le sorti di una comunità che dipende in grandissima parte dalle imprese conciarie. Persone che possono comprendere il senatore approfitti della situazione per farsi notare e però si sentono in dovere di ricordargli quanto segue.

Tra il 2010 e il 2020 sono stati registrati 86 episodi di ‘relazioni’ tra ‘Ndrangheta e politica. Dalla Calabria alla Valle D’Aosta, in 82 casi, i politici indagati e, a volte, condannati in uno o più gradi di giudizio, appartengono al centro destra. Gli unici partiti che non compaiono nei dieci anni considerati sono quelli che non hanno governato. A dimostrazione di quanto noto a tutti coloro che le mafie le combattono sul serio: alla criminalità organizzata non interessano schieramenti o colori. Crea reti di illegalità con gli imprenditori, i consulenti e i politici più utili ai propri affari. Va anche ricordato che nella classifica delle 20 regioni italiane per ‘indice di presenza mafiosa’ la Toscana è in decima posizione. Prima di lei vengono, nell’ordine e governate dal centrodestra, Calabria, Sicilia, Liguria, Piemonte, Basilicata e Lombardia. Campania, Puglia e Lazio sono invece governate dal centrosinistra. Una ulteriore conferma di quanto sostiene l’antimafia. Non ci resta che dire mal comune, nessun gaudio”.

Poi un passaggio sul rapporto con gli imprenditori e sulle proposte: “A differenza del senatore Mallegni – hanno continuato dal comitato antimafia -, noi non amiamo fare di ogni erba un fascio. Siamo più che certi che le imprese che costruiscono il tessuto economico del Valdarno Inferiore sono, in gran parte, sane. Stanno alle regole del mercato, rispettano i propri lavoratori e l’ambiente. Non si limitano ad appuntarsi medaglia di ecosostenibilità nelle pagine dei propri siti ma seguono scrupolosamente i disciplinari dell’economia circolare. Sono quelle che hanno conquistato le grandi griffe della moda internazionale grazie alla capacità di fare prodotti tra i più pregiati e preziosi al mondo e all’eccellenza delle proprie maestranze.

Soldi Mozzi, che alle dichiarazioni ad affetto sulla stampa, preferisce la proattività, ha presentato a tutti i sindaci dei sei comuni del Valdarno Inferiore una proposta di mozione con indicati, punto per punto, i passi che le amministrazioni devono fare propri per cercare di arginare le infiltrazioni di mafie e criminalità organizzata. Tutti i sindaci hanno accetto di incontrarci e ora restiamo in attesa che i consigli comunali discutano e approvino o meno le nostre proposte.

Come Comitato abbiamo scritto anche alle tre associazioni imprenditoriali di area: Associazione e Consorzio Conciatori e Assa, associazione lavorazioni in conto terzi. Abbiamo inviato la nostra richiesta il 10 maggio. Assa ci ha risposto immediatamente per dare la propria disponibilità a un incontro mentre Assoconciatori e Consorzio Conciatori, ad un mese di distanza, non ci hanno neppure degnati di riscontro. Che dire? Dal nostro punto di vista: politica 1, imprenditori 0”.

Nel ciclone finisce anche questa frase del senatore: “le imprese usate come ‘carne da macello’. Quando la politica è esercitata da persone che nella vita non si sono mai poste il problema di lavorare, e dare lavoro, accadono queste cose”.

A questa battuta Soldi Mozzi risponde così: “Cari conciatori, noi di Soldi Mozzi siamo cittadini che lavorano o, i più anziani, che hanno lavorato, credendo che al primo posto nelle relazioni tra mondo imprenditoriale, corpi intermedi e politica, debba stare ‘l’etica della responsabilità’ e che affinché un territorio possa mantenere la propria arte produttiva, sia essenziale il rispetto delle leggi e dei regolamenti. Ecco perché riteniamo sia nel vostro interesse non sentirvi vittime della politica.
Per mantenere forza e dignità presso la collettività di cui fate parte e successo nei mercati globali, dovete far sì che, dai vostri panieri, vengano messe fuori le mele marce. Quelle che, praticando l’illegalità, danneggiano davvero le imprese e l’intero tessuto economico del Valdarno Inferiore”.

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