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“Le vecchie concerie il problema dei problemi”, la Consulta: “Serve un progetto per Ponte a Egola”

Mobilità, bilancio partecipato, volumi dismessi e decoro al centro della riunione con gli amministratori e le associazioni

Il “problema dei problemi” resta quello delle concerie dismesse: recuperare in qualche modo i vecchi volumi che sono sparsi in mezzo alle case di Ponte a Egola per restituire spazio e decoro alla frazione di San Miniato. E a suggerire alcuni possibili strumenti da utilizzare è stata la consulta di Ponte a Egola Stibbio San Romano durante la seduta di ieri (17 giugno) riservata alle associazioni del territorio (di cui fanno parte anche i partiti politici).

Una riunione fitta di punti all’ordine del giorno, che oltre alle vecchie concerie ha prevedeva di discutere anche di una viabilità alternativa, di bilancio partecipato, di mobilità leggera e di tanti progetti più piccoli che messi insieme restituiscono l’idea di “un progetto per Ponte a Egola”. Anche se, in realtà, non si è parlato solo di Ponte a Egola: tra le proposte della consulta c’era anche una ciclabile per San Romano.

Recupero volumi

La questione più annosa rimane quella delle vecchie concerie e del loro recupero. “Da anni – ha detto il coordinatore della consulta Francesco Faraoni – sollecitiamo l’amministrazione per un percorso che faciliti determinati strumenti che possono essere il registro crediti edilizi o la perequazione dei volumi. Con delle regole, non in modo selvaggio. Questa è la cosa su cui le associazioni hanno insistito, è il problema dei problemi. Servirà del tempo, ma bisogna dare gli strumenti e noi torneremo a chiedere, torneremo a sollecitare”. E in qualche caso, questo che è un problema urbanistico da risolvere, può costituire anche un rischio per la sicurezza: come nel caso dell’ex conceria crollata a ottobre scorso.

Mobilità

L’altro grande tema centrale della serata è stato quello degli spostamenti, tanto a piedi e in bicicletta quando con auto e mezzi pesanti. Da una parte un’alternativa per i tir che vengono dalla zona industriale, dall’altra un potenziamento della mobilità leggera. “Abbiamo chiesto lo studio di una viabilità alternativa per Ponte a Egola – ha detto il coordinatore Faraoni – che possa dirottare il traffico pesante che esce dalla FiPiLi e arriva da via di Pruneta e poi passa in mezzo al paese per andare in Valdegola”. Un modo per scaricare dei flussi di traffico l’arteria principale che taglia la frazione.

Allo stesso tempo, secondo le associazioni, è necessario un potenziamento della mobilità leggera: il completamento della pista ciclabile realizzata a Molino d’Egola è un esempio. “Che la pista ciclopedonale arrivi fino a Ponte a Egola – ha spiegato Faraoni – insieme a una più generale riqualificazione dell’area. Un’idea potrebbe essere la costruzione di una passerella sul torrente Egola per ricongiungere le due frazioni e per alleggerire il traffico su una zona che in futuro sarà oggetto di molti interventi”. L’area, infatti, è quella adiacente a piazza Guido Rossa, che già ospita la Coop e il mercato settimanale. Lì dovrebbe nascere anche la Casa della salute e diventerà, quindi, una zona ricca di servizi con un importante carico di auto. Senza contare le attività commerciali dislocate lungo la piazza e nelle strade vicine. La passerella favorirebbe, almeno per chi abita vicino, gli spostamenti a piedi o in bici, riducendo l’esigenza di parcheggi.

Una pista ciclabile servirebbe anche per la frazione di San Romano, la più periferica per il comune di San Miniato. L’area è quella di via Gramsci, la strada provinciale 6 che collega Ponte a Egola a San Romano. “Lì c’è un problema di sicurezza – mette in guardia Faraoni -. Ci sono tanti lavoratori che si spostano da San Romano verso la zona industriale e la sera al buio diventa pericoloso”.

Bilancio partecipato

“Era nel programma elettorale di tutti”, quindi ora va fatto. È il bilancio partecipato, e cioè il coinvolgimento di cittadini, associazioni e consulte nelle scelte che riguardano il territorio. Un modo per intervenire e avere voce in capitolo nell’orientamento degli investimenti sulla base di singoli progetti. “C’è già un progetto in bozza – ha spiegato Faraoni -. Vengono stanziati dei soldi, le associazioni e i cittadini si riuniscono in assemblea e valutano i progetti. Questi, poi, ovviamente devono essere approvati tecnicamente, ma almeno si inizia a coinvolgere la cittadinanza. Il percorso verso il bilancio partecipato era stato avviato con l’assessore Gianluca Bertini e ha subito un rallentamento con la sua scomparsa. Adesso mi sembra che ci sia la disponibilità di tutti”.

Sui problemi di decoro ci sono stati interventi anche sulle acque nere in via Romaiano, sulla bonifica dell’ex agip che dovrebbe essere bonificato entro fine anno e poi l’area dovrebbe essere acquisita dal Comune per realizzare dei parcheggi. E ancora: la riqualificazione degli alloggi Erp in piazza Spalletti, magari sfruttando il bonus 110 percento. Stesso strumento per riqualificare gli spogliatoi del campo sportivo. Infine, avviare un progetto concreto per il vecchio cinema: su quell’area si è parlato di una biblioteca con verde pubblico, ma per il momento non ci sono grosse novità.

In definitiva, quello che emerge dalle proposte è la richiesta di un “progetto per Ponte a Egola”. Una visione organica della frazione, che non si limiti interventi spot di rifacimento, ma tutta l’area diventi oggetto di investimenti massicci. Soldi che potrebbero arrivare intercettando i fondi del Recovery Fund e quindi, sostiene Faraoni, “dobbiamo farci trovare pronti per una riqualificazione importante che a Ponte a Egola non vediamo”.

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