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Cimiteri di Castelfranco: il regolamento c’è, ma in pochi lo rispettano

Materiali e forme diverse, scritte e incisioni fuori dagli standard: “Finché non vengono smontate, tutti fanno come vogliono”

Un regolamento scritto c’è ed è anche dettagliato nei minimi particolari. Soltanto che, basta fare un giro e guardarsi intorno, quel regolamento è lettera morta: non per tutti, ma per molti. Si chiama regolamento di polizia mortuaria ed è anche stato aggiornato pochi giorni fa, il 17 giugno, ma la nuova versione, come quella precedente, ancora non trova la piena applicazione nei cimiteri di Castelfranco capoluogo e di Orentano.

Alcuni cittadini lamentano degli illeciti compiuti proprio all’interno dei cimiteri: dalla pubblicità di attività commerciali, fino alle caratteristiche tecniche ed estetiche di marmi e lapidi. L’argomento non è certo dei più noti, ma le lastre di marmo degli ossari e dei loculi, così come le lapidi per le inumazioni hanno una serie di norme stabilite dal regolamento sulla loro dimensione, sul tipo di materiale, persino su come devono essere le scritte e le decorazioni.

Il marmo utilizzato per i loculi, per esempio, deve per forza essere marmo bianco di Carrara liscio e privo di cornici. Anche la dimensione della foto del defunto ha una grandezza massima da rispettare così come le incisioni sul resto della lastra e il posizionamento del paralume e di simboli sacri. Tuttavia, molti dei loculi e delle tombe a terra nei cimiteri di Castelfranco non rispettano le linee guida.

Loculi e lapidi differiscono l’una dall’altra, andando, di fatto, a rendere vana una parte di regolamento che prescrive le norme. Quello stesso regolamento che ha efficacia in tutto il territorio comunale è diventato oggetto di forzature d’interpretazione e di violazione vera e propria, tanto da attirare l’attenzione di qualcuno. Il regolamento di polizia mortuaria prevede anche delle sanzioni, per di più salate, per chi non rispetta i criteri: fino a 500 euro di multa e la rimozione della lapide o dei materiali difformi con la remissione delle spese ai responsabili.

Ma la riflessione viene spontanea: “Finché non vengono rimosse e finché non ci saranno sanzioni, tutti continueranno a fare come vogliono”. Alcune lapidi hanno forme e materiali diverse da quelle standard previste dal regolamento, qualcuna ha addirittura un tettuccio. Senza considerare le incisioni di simboli e scritte.

Una normativa, quella che stabilisce addirittura i centimetri della foto del defunto, effettivamente rigida, a tratti anche eccessiva, di cui non si capisce bene la ratio. Ma è una normativa che esiste, e quindi buon senso vuole che sia rispettata.

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