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Crisi nel Distretto, tavoli tecnici per occupazione e ambiente: “Teniamo botta fino alla fine dell’anno”

La speranza nella ripresa dei mercati esteri, ma il calzaturiero soffre la competizione del sud Italia

Due tavoli tecnici per il cuoio e per le calzature: uno sul lavoro, per scongiurare i licenziamenti; l’altro sull’ambiente, per ridefinire alcune modalità operative delle aziende del settore. Sono gli orientamenti assunti dal Comitato d’area del distretto di Santa Croce sull’Arno, composto dai sei sindaci del comprensorio del cuoio: Simone Giglioli di San Miniato, Alessio Spinelli, di Fucecchio, Giulia Deidda di Santa Croce, Giovanni Capecchi di Montopoli in Valdarno, Gabriele Toti di Castelfranco di Sotto, Ilaria Parrella di Santa Maria a Monte. Di seguito, la nota integrale inviata dai sindaci:

“In attesa di conoscere le decisioni del Governo sul blocco dei licenziamenti, una rappresentanza del Comitato d’area del distretto industriale di Santa Croce sull’Arno ha incontrato gli assessori regionali Leonardo Marras (economia) e Alessandra Nardini (formazione professionale e lavoro) per valutare le prospettive occupazionali del comprensorio del cuoio e le possibili soluzioni alle difficoltà innescate dalla pandemia nei settori di riferimento della zona, che sono principalmente quelli della concia e della calzatura ma senza dimenticare le sofferenze delle tante piccole aziende di conto terzi.

L’auspicio da parte dei vertici regionali è che il blocco dei licenziamenti possa essere prorogato ma c’è comunque fiducia sul fatto che, anche in caso contrario, il distretto industriale di Santa Croce possa “tener botta” da un punto di vista occupazionale almeno fino alla fine del 2021 sia grazie agli ammortizzatori sociali sia al fatto che le associazioni datoriali si sono fatte portavoce della intenzione dichiarata della maggior parte della imprese del distretto di rinviare eventuali scelte al 2022, nella speranza che ci sia una ripresa degli ordini dai mercati stranieri.

Se dovesse terminare il blocco dei licenziamenti, quindi, occorrerà ripartire dagli strumenti che già sono disponibili come la cassa integrazione (nel primo trimestre del 2021 il 49% della cassa integrazione dell’intera provincia di Pisa è stata assorbita dal distretto di Santa Croce) ma anche dall’attivazione del fondo “Nuove Competenze” che attraverso lo stanziamento per la formazione professionale può offrire un respiro più lungo a quelle aziende che si trovano momentaneamente in difficoltà. Su questo specifico tema, così come su altri, il distretto industriale di Santa Croce e la regione Toscana daranno vita ad un tavolo tecnico al quale parteciperanno i rappresentanti degli enti locali e delle parti sociali.

Un altro dei temi emersi durante l’ultimo incontro è quello delle difficoltà che le aziende del comprensorio, principalmente quelle del settore calzaturiero, soffrono a causa della concorrenza proveniente dalle imprese del sud Italia che usufruiscono dagli sgravi fiscali e dai contributi in quanto inserite in aree svantaggiate ai fini della programmazione dei fondi europei. Le aziende toscane, non potendo usufruire degli stessi benefici fiscali, in quanto operanti in un’area non svantaggiata, iniziano a sentire il fiato sul collo delle imprese del meridione.

Nei contatti che stanno intercorrendo in questi giorni tra Comitato d’area del distretto industriale e regione Toscana all’ordine del giorno non ci sono soltanto le questioni occupazionali. Un tema particolarmente attuale, anche per le risposte attese dal sistema produttivo della zona, è quello della tutela ambientale. E a tal proposito dovrebbe nascere a breve anche un tavolo specifico che verrà proposto al prossimo incontro con l’assessore regionale all’ambiente Monia Monni. Un tavolo che dovrà portare a indicazioni chiare su alcune modalità operative con le quali le aziende del settore devono confrontarsi costantemente”.

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