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Al via il recupero delle mura pisane foto

Il costo dell’intervento è di 798 mila euro,

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E’ stato approvato il progetto esecutivo per il recupero delle mura urbane limitrofe al Giardino Scotto. L’intervento – a continuazione dei lavori già realizzati nell’ambito del progetto Piuss – prevede la riqualificazione del tratto compreso tra la Torre di Sant’Antonio, in prossimità del Ponte della Fortezza, e il Bastione Sangallo. Dalla Torre di Sant’Antonio verrà inoltre realizzato un punto di salita sulle mura del Giardino Scotto che consentirà di accedere al camminamento in quota (galleria e parapetto) e rappresenterà il punto iniziale o finale del percorso perimetrale esistente, al quale si accede da una scala sul lato opposto.

Il costo dell’intervento è di 798 mila euro, di cui circa 84 mila di contributo regionale. La parte restante verrà invece finanziata dal Comune di Pisa attraverso un mutuo da contrarre con Cassa Depositi e Prestiti. Nelle prossime settimane verranno avviate le procedure di gara per affidare i lavori che partiranno nel 2022 e avranno una durata complessiva stimata di circa un anno.

“Il progetto – dichiara il sindaco Michele Conti – prevede il restauro di una porzione di mura urbane situata in una zona di particolare pregio, sia dal punto di vista monumentale che paesaggistico. Con questo intervento miriamo in particolare a recuperare una parte importante e abbandonata da circa due secoli di un monumento che caratterizza la nostra città, garantendone la fruibilità attraverso l’apertura di camminamenti in quota che si svilupperanno per circa 460 metri complessivi, inseriti nel sistema di percorsi murari già esistenti. Il tratto che andremo a riqualificare sarà infine inserito nella gestione attuale dei percorsi in quota delle mura, che prevede visite e iniziative di carattere sociale e culturale che si svolgono durante il corso dell’anno”.

L’intervento prevede nel dettaglio: il restauro e consolidamento delle strutture murarie esistenti; la ricostruzione con strutture in legno della parte superiore della torre di S. Antonio, già inglobata nel sistema difensivo delle mura medievali, ma originariamente con funzione di campanile della chiesa di S. Andrea, al fine di permettere l’accesso a due percorsi in quota mediante la realizzazione di opere, quali elevatori e rampe, per garantire la piena accessibilità anche alle persone disabili: dei due percorsi in quota, uno è posto sulla sommità a circa 10 mt di altezza, il secondo, posto ad una quota di 6,25 metri si sviluppa in una galleria con volta a botte posta all’interno dello spessore murario; il restauro conservativo della sommità dalla Torre di S. Barbara, con la messa in sicurezza della scala di accesso alla garitta.

Allo stato attuale, il sistema fortificato sud-est di Pisa termina con il Giardino Scotto, un parco urbano di circa 17 mila metri quadri che presenta sul suo perimetro triangolare una galleria con delle grandi finestre ad arco e un camminamento a cielo aperto; le mura, anche grazie a interventi di restauro che si sono succeduti negli anni, sono perlopiù integre e in buono stato di conservazione, ma l’accesso al pubblico è interdetto. Il vertice settentrionale del triangolo fortificato è mancante, in quanto in parte crollato e in parte inglobato dentro un palazzo costruito alla fine del Settecento. In particolare, dal lato del lungarno Fibonacci, le mura si interrompono in corrispondenza della torre di S. Antonio che si presenta “mozzata” alla quota del camminamento e sormontata da un solaio costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale; a fianco della torre è attualmente presente uno degli ingressi al giardino. Nei pressi della torre, la volta galleria e le strutture portanti sono crollate. Il muro esterno (a due teste) è stato puntellato per impedirne l’ulteriore crollo.

Cenni storici.

Il Giardino Scotto fu costruito dai fiorentini come Fortezza San Marco o Cittadella nuova dopo la conquista della città di Pisa del 1406, non a difesa della città ma per dominarla militarmente. Per la realizzazione del progetto urbanistico, iniziato a partire dal 1440, fu necessario demolire un’area nella quale si trovava la chiesa di S. Andrea in Chinzica con annesso monastero e ospedale. Il campanile della chiesa fu inglobato nel complesso murario e rimase con la funzione di torre di difesa. I lavori per la costruzione della “Cittadella nuova” durarono circa trent’anni.

La rivolta pisana del 1495 portò alla parziale demolizione della Cittadella nuova e a un breve periodo di libertà cittadina che terminò con la riconquista di Pisa da parte dei fiorentini (1509). Durante la rivolta le mura medievali subirono drastiche distruzioni, da cui si salvò soltanto la porta San Marco con alcuni annessi nel mastio nella fortezza meridionale. Una volta riconquistata la città i fiorentini iniziarono la costruzione di una nuova cittadella fortificata sulle strutture precedenti ordinando un nuovo progetto a Giuliano da Sangallo. A ridosso della struttura quattrocentesca furono così erette due fortezze, una a sud e una a nord, poi abbattuta sulla fine del Settecento. Sul lato est il muro fu ricostruito con una cortina in laterizio listata di marmo, soggetta a una serie di rifacimenti che vanno dal Seicento agli anni trenta del Novecento, quando fu tagliata con i due grandi archi per il passaggio della viabilità del lungarno e perforata con le finestrature ad arco a fini estetici.

La Cittadella Nuova fu disarmata e privatizzata da Pietro Leopoldo di Lorena nel 1781. Nel 1798 fu acquistata da Domenico Scotto, armatore livornese, che la trasformò in giardino con ambulacri coperti e scoperti, annesso ad un palazzo che costruì lungo il fiume sul tratto nord-orientale della fortezza. In seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale l’edifico ad angolo tra Lungarno Fibonacci e Lungarno Galilei e l’altro edifico attiguo furono danneggiati.

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