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Tari, sconti e riduzioni per chi è stato penalizzato dalle chiusure a Santa Croce sull’Arno

Aprovate le tariffe. La sindaca Deidda: “Riduzioni per tutti i nuclei familiari, esenzioni per i redditi più bassi e detrazioni cumulabili per le attività”

Nonostante la proroga annunciata dal governo che farebbe slittare fino al 31 luglio la determinazione delle nuove tariffe Tari per tutti i Comuni d’Italia, Santa Croce sull’Arno è riuscita ad approvare entro la prima scadenza le nuove tariffe 2021. L’approvazione è avvenuta durante il consiglio comunale di ieri (29 giugno).

Sono tanti gli sconti e le esenzioni approvati, sia di natura ordinaria sia di stampo straordinario, dovuti all’emergenza Covid, operazione che ha comportato uno stanziamento complessivo di 167mila euro, che è stato possibile anche grazie alla possibilità di applicare fondi statali che sono stati appositamente richiesti.

Per quanto riguarda i beneficiari, è stata approvata l’esenzione totale per i nuclei familiari che abbiano un Isee sotto ai 4mila euro; fino agli 8mila euro è previsto uno sconto del 33 per cento (lo sconto è applicato in genere fino ad un Isee di 6mila euro, ma per il 2021 questo limite è stato aumentato). Confermato lo sconto anti-dipendenze da gioco d’azzardo: per i bar che dichiarino di non aver installato videopoker e simili è prevista una riduzione del 10 per cento. Per le attività colpite dalle chiusure durante l’emergenza Covid sono previsti sconti dal 30 per cento al 60 per cento.

È prevista anche una riduzione per le attività che hanno subito una chiusura. Nello specifico: del 60 per cento per musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto, cinema, teatri, impianti sportivi, alberghi, negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e altri beni durevoli, negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato, parrucchieri, barbieri, centri estetici, ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, bar, caffè, pasticceria, pizzerie al taglio, discoteche, night club. Un’altra del 30 per cento per farmacie, attività artigianali di produzione beni specifici, mense, birrerie, amburgherie, negozi di fiori.

Restano invariati gli sconti particolari aggiuntivi dell’11 per cento per ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub e del 16,5 per cento per ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio.

“Abbiamo dovuto rimandare anche quest’anno la pesatura puntuale dell’indifferenziato, che avrebbe rimodulato le tariffe Tari, premiando chi produce meno rifiuti e differenzia di più. Purtroppo in questo periodo non è stato possibile organizzare assemblee pubbliche, necessarie per affrontare una transizione come questa – dichiara il vicesindaco Marco Baldacci nella sua relazione -. Il Covid rimanda questo nostro obiettivo per il secondo anno consecutivo, ma resta ferma la nostra determinazione nel volerlo raggiungere”.

“Il principio che abbiamo seguito è semplice: è giusto che le famiglie che hanno redditi più bassi paghino di meno, ed è giusto che le attività più colpite dalle chiusure durante l’emergenza Covid siano sollevate rispetto al pagamento della Tari – commenta la sindaca di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda -. Abbiamo agito di conseguenza, abbassando rispetto al 2020 le tariffe per questo tipo di utenze e limitando il più possibile gli aumenti per le altre attività. Non è facile per i comuni districarsi tra le norme nazionali per determinare la Tari, per questo ringrazio chi ci ha lavorato per finire entro i termini previsti”.

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