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Spinelli dopo l’assemblea Anci: “Né immunità, né impunità: liberate i sindaci dalle responsabilità non proprie” foto

Le rivendicazioni: “Chiediamo uno status giuridico ed economico proporzionato alle funzioni che abbiamo”

Migliaia di fasce tricolori a Roma per dire basta ad un sistema politico-giudiziario che mette quotidianamente a rischio l’azione amministrativa dei sindaci. Tra la folta rappresentanza toscana c’era anche il primo cittadino di Fucecchio, Alessio Spinelli, che ha seguito da vicino i lavori dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani che ieri (7 luglio) con una propria rappresentanza ha incontrato il premier Mario Draghi, prima di manifestare in piazza dei Santi Apostoli.

La delegazione fucecchiese era assolutamente bipartisan visto che, oltre al sindaco, era presente anche il consigliere comunale della Lega-Salvini Marco Cordone che fa parte del consiglio nazionale dell’Anci. “Il senso della nostra partecipazione – ha dichiarato Spinelli – era quello di denunciare l’eccesso di responsabilità in sede giudiziale a cui siamo chiamati nello svolgimento della nostra funzione. Non abbiamo chiesto né l’immunità né l’impunità, abbiamo solo chiesto di liberare i sindaci dal peso di responsabilità non proprie. Ho apprezzato particolarmente la relazione del presidente Antonio Decaro (sindaco di Bari) perché quello che chiediamo non lo facciamo per noi ma semplicemente per rispondere al meglio alle richieste che vengono dai cittadini. Ma vogliamo farlo senza dover correre il rischio ogni giorno di vederci indagati per abuso d’ufficio o per omissione d’atto d’ufficio. Se non cambiano le leggi qui rischiamo di bloccare tutte le amministrazioni comunali”.

Come hanno ricordato anche i vertici dell’Anci, i compiti dei sindaci sono cresciuti in modo esponenziale in un contesto di riduzione di risorse umane e finanziarie, e in un quadro di regole spesso confuso e contraddittorio. Così i sindaci, nell’immaginario collettivo, sono i responsabili di tutto, al di là delle proprie effettive competenze.

“Il nostro disagio – prosegue Spinelli – che qualche volta diventa avvilimento, deriva dalla consapevolezza di non poter corrispondere alla fiducia che i cittadini ripongono in noi e per questo chiediamo di liberare i sindaci dal peso di responsabilità non proprie per svolgere al meglio il nostro ruolo. Chiediamo uno status giuridico ed economico proporzionato alle responsabilità e alle funzioni che abbiamo. Che le nostre richieste siano assolutamente legittime e motivate lo dimostra il fatto che anche ieri alla manifestazione erano presenti sindaci di tutti i partiti e di tutti gli orientamenti politici, senza distinzioni. Io stesso mi sono ritrovato con il consigliere della Lega Marco Cordone, al quale mi accomuna un profondo rispetto per le istituzioni e per le responsabilità nei confronti dei cittadini”.

Nel documento che l’Anci ha presentato ieri al presidente del consiglio, tra le varie norme da adottare, c’era l’esplicita richiesta per una diretta corrispondenza fra azione amministrativa ed eventuali imputazioni di responsabilità, in stretto ossequio al principio di legalità perché da anni si susseguono casi che vedono i sindaci, gli amministratori e i dirigenti destinatari di provvedimenti relativi a imputazioni di responsabilità in sede penale, civile, amministrativa ed erariale che si concludono nella stragrande maggioranza con archiviazioni. “Tutto questo non lo chiediamo certo per noi – conclude Spinelli – lo chiediamo per l’Italia e per liberare le energie delle nostre comunità”.

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