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Tornano artigiani e botteghe a Castelfranco: dagli scarti nasce un progetto per ripopolare il centro

Pelli, cuoio, metalli, sartoria e impagliamento: la collaborazione con l’Università di Firenze

Rigenerare quello che altrimenti sarebbe un rifiuto. Dare nuova vita al centro storico di Castelfranco di Sotto riattivando i fondi sfitti con vere e proprie “Botteghe Upcycling, artigianato e riuso creativo dei materiali di scarto”. Gli antichi mestieri che un tempo popolavano Castelfranco di Sotto torneranno in una nuova veste, coinvolgendo la comunità in un progetto condiviso e aperto a tutti. Si tratta dell’avvio di una filiera di riciclo e riuso creativo che passa attraverso un percorso formativo con l’attivazione di laboratori per la creazione di manufatti in cuoio e pelle, impagliamento e imbottitura di sedie, riparazione biciclette, sartoria sociale e lavorazione di ferro e metalli.

È partito il progetto Upcycling Together, botteghe creative e solidali, percorso promosso dal comune di Castelfranco di Sotto, grazie al sostegno dell’autorità per la garanzia e la promozione della partecipazione di regione Toscana che ha finanziato il progetto con un contributo di 27mila euro. Il progetto vede il coinvolgimento del laboratorio di design per la sostenibilità del dipartimento di architettura dell’Università di Firenze con il quale il Comune ha siglato un accordo di ricerca, e della collaborazione della società Avventura Urbana, alla quale è stata affidata la gestione del processo partecipativo.

Botteghe Upcycling è nato con l’intenzione di rivitalizzare e rigenerare il centro storico di Castelfranco di Sotto, cuore identitario e simbolico della città, un tempo popolato da artigiani e piccole botteghe, ma che si ritrova oggi in una condizione di spopolamento determinata dai cambiamenti sociali ed economici degli ultimi 30 anni. L’esigenza del progetto è quella di far rivivere le antiche botteghe e con esse le strade del centro storico, attraverso l’attivazione di un nuovo modello produttivo a base locale, che mira al recupero creativo degli scarti domestici, ma anche quelli derivanti della lavorazione industriale e agricola, puntando alla creazione di un sistema virtuoso di economia circolare.

Il progetto Botteghe Upcycling, attraverso un processo di partecipazione e co-progettazione con la comunità locale, mira ad attivare una serie di filiere di riciclo e riuso creativo legate all’identità storica e alle risorse locali, con cinque laboratori di upcycling solidale: cuoio e pelle, ferro e metalli, impagliamento e imbottitura di sedie, riparazione biciclette e sartoria sociale. Il lavoro dei laboratori si avvarrà dell’esperienza di docenti e ricercatori del dipartimento di architettura dell’Università di Firenze, che collaboreranno al processo in virtù di un accordo di ricerca sottoscritto tra la giunta comunale e l’Università a fine maggio scorso.

Cronoprogramma

Per implementare il progetto, l’amministrazione comunale ha intrapreso nell’autunno del 2020 un’indagine preliminare, volta a verificare le reali possibilità di attivazione del progetto e a sondare la reale disponibilità di alcuni “attori chiave” del territorio a parteciparvi. I risultati del lavoro sono confluiti nella formulazione di una richiesta di sostegno all’Autorità regionale per la partecipazione, al fine di realizzare il processo partecipativo Upcycling Together.

Il processo partecipativo, affidato alla società Avventura Urbana, ha preso avvio ufficialmente il 15 giugno 2021 e proseguirà per sei mesi attraverso una serie di attività sul territorio (interviste, laboratori, esplorazioni, eventi) che vedranno lo stretto coinvolgimento della comunità castelfranchese. È in programma per settembre 2021 l’attivazione di workshop attraverso i quali la creazione delle botteghe upcycling prenderà mano a mano forma.

“Il nostro centro storico ha bisogno di un progetto importante, programmatico e non sporadico – ha dichiarato il sindaco Gabriele Toti -. Le associazioni e gli attori che sono stati chiamati a partecipare sono già numerosi, ma l’iniziativa è aperta a tutta la comunità e darà una vera e concreta possibilità di rigenerazione del nostro paese”.

“Insieme alla riqualificazione del Campanile e piazza Garibaldi – ha commentato l’assessore all’ambiente Federico Grossi -, vogliamo rigenerare gli spazi in stato di abbandono avviando un processo di innovazione sociale e di opportunità lavorative insieme all’Università di Firenze. E tutto questo sarà fatto mettendo in ricircolo i materiali di scarto, ma anche i saperi e la componente umana. Un esempio di economia circolare che sarà sempre di più il nostro modello di sviluppo”.

“Riscopriamo il valore dell’artigianato e del commercio – ha esortato l’assessore allo sviluppo economico, Ilaria Duranti – soprattutto nel centro storico che ha visto negli anni sfiorire la sua vitalità. Crediamoci. Questa è rigenerazione urbana e sociale, ma è fatta di persone che si mettono in gioco e danno una possibilità sia a sé stessi che a Castelfranco stessa”.

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