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Ultimi giorni per visitare la mostra audiovisiva Abitare: a Torre Giulia fino al 25 luglio foto

Foto, video e audio per raccontare storie di vita

Cosa significa “casa” per te? Cosa c’è nella tua stanza? Cosa fai nel tempo libero? Come vivi la tua città? È da queste domande che è nata la mostra “Abitare 2021”: foto, clip e installazioni audiovisive realizzati da un gruppo di nove partecipanti, tra italiani e migranti. Il progetto, curato e realizzato dall’associazione Tra i Binari è il risultato finale di un percorso laboratoriale iniziato a marzo sul territorio pisano.

Mostra e laboratorio rientrano nelle attività di volontariato culturale promosse e sostenute dal progetto europeo EU Voice-European Volunteering and Integration through Cultural Experience coordinato da Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana (www.eu-voice.eu). Finanziato dal programma Amif, vede gruppi di cittadini, comunitari e non, insieme all’opera in attività di volontariato culturale, per incoraggiare una maggiore partecipazione civica di tutti, in particolare dei cittadini non comunitari, e la formazione di un maggiore senso di comunità attraverso il volontariato.

Nel progetto “Abitare 2021” una casa comunitaria di un centro di accoglienza, una stazione, un market, una piazza, un corso, ogni luogo è stato indagine di ricerca e di narrazione per questo innovativo intervento dove l’ascolto e le registrazioni di musiche e suoni di tutti i giorni si unisce a visioni catturate attraverso un obiettivo.

Si può visitare fino al 25 luglio al Circolo Arci “Torre Giulia” di San Romano (Montopoli). Dal 10 al 16 agosto verrà invece ospitata nell’ambito del programma del Festival Palio Popolare-Palio di San Rocco Pellegrino all’interno di spazi di abitazioni private e luoghi non convenzionali del quartiere Scioa a San Miniato

“Questa esposizione è un evento di restituzione artistica sul territorio – sostiene Beatrice Nutini dell’associazione Tra i Binari – Attraverso lo smartphone abbiamo osservato la realtà quotidiana con occhi diversi e curiosi. Si tratta di percorsi biografici senza nome, di vite che di nascosto scorrono accanto a quelle di ciascuno di noi ma con occhi e storie completamente diversi. Luoghi di vita quotidiana intrecciati a racconti di un passato che si fa desiderio, speranza e aspettativa. Un’immersione di istantanee che dialogano con il tempo e lo spazio del luogo espositivo che le ospita”.

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